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Nuovo lungolago, il caso parapetti. Binda: “No ai vecchi, no alle copie. Meglio niente, mai visto barriere al mare”

I parapetti del lungolago vennero realizzati agli inizi degli anni trenta dalle Officine Bernasconi, su progetto di Ferruccio Bernasconi che “era mio nonno da parte di mamma – racconta Nini Binda ex assessore dell’era Botta e notissimo imprenditore – ora se ne sta discutendo animatamente visto che si dovrà decidere se riposizionarli o meno sul nuovo lungolago”.

Dovrebbero forse essere riproposti proprio quelli storici (quelli coi timoni, immortalati sulle vecchie diecimila lire) che però, in base alle ultime notizie, andrebbero adeguati in altezza e comunque non basterebbero per l’intero lungolago, cioè fino ai giardini (qui gli aggiornamenti sui lavori). “Sinceramente mi devono dire cosa intendono quando si parla di adeguarli in altezza. Non vorranno mica costruire delle barriere – dice Nini Binda – Il tempo passa inesorabile ed ogni cosa acquista un’altra dimensione. Nella nuova passeggiata i vecchi parapetti non li metterei più”.

Detto questo però viene anche bocciata l’idea di cui si sta dibattendo, ovvero di prevedere magari delle copie da installare anche “se sinceramente le copie non mi sono mai piaciute”, spiega Binda che aggiunge anche una riflessione sul tema sicurezza. “Posso comprendere la preoccupazione legata ai motivi di sicurezza ma non ho mai visto barriere lungo le passeggiate delle città di mare, e mi domando come faccia Venezia con il turismo che si ritrova a tutelare la sicurezza lungo i suoi canali. Piuttosto non prevediamo nulla”. Dunque se non si dovessero recuperare “quelle progettate da mio nonno, che fece anche il capannone dell’Aeroclub, almeno non si ricorra a quelle trasparenti e di vetro che sono inguardabili”.

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