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Per Como l’idea del tram elettrico senza binari: quanto costerebbe e quale sarebbero le fermate

Si è svolto ieri sera allo Yacht Club di Como il secondo appuntamento del ciclo di incontri pubblici “Como merita di più”, promosso da Fratelli d’Italia per raccogliere idee, proposte e osservazioni dei cittadini sui temi più importanti per il futuro della città.

La serata, dedicata a mobilità e parcheggi, ha visto gli interventi di Mario Lavatelli, presidente dell’Associazione Civica Utenti della Strada, di Alessandro Nardone, coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, e di Stefano Molinari, presidente provinciale del partito, oltre ai numerosi contributi dei cittadini presenti.

Nel corso del suo intervento introduttivo, accompagnato da una serie di slide dedicate all’evoluzione della mobilità cittadina, Alessandro Nardone ha evidenziato come il tema dei parcheggi, delle tariffe e dell’accessibilità della città sia diventato uno dei principali motivi di malcontento tra residenti, lavoratori, studenti e commercianti.

«I cittadini non devono essere trattati come bancomat – ha affermato – la mobilità deve servire a rendere la città più accessibile e vivibile, non a fare cassa sulle spalle di chi ogni giorno vive, lavora o studia a Como. Trovo inoltre profondamente scorretto utilizzare frasi e concetti pronunciati da Alcide De Gasperi per tentare di giustificare politiche vessatorie nei confronti dei cittadini. Rapinese continua ad aumentare tariffe e costi per i comaschi, mentre taglia servizi, pur disponendo di un cospicuo avanzo di bilancio. A questo si aggiunge un dato difficilmente contestabile: dopo quattro anni di amministrazione non si registra una sola opera significativa realizzata sul fronte della mobilità e delle infrastrutture cittadine.»

Nel corso della serata numerosi cittadini hanno chiesto l’introduzione di tariffe agevolate per residenti, studenti e lavoratori, oltre al ripristino di posti auto gratuiti in alcune zone della città utilizzate prevalentemente dai residenti.

Particolare interesse ha suscitato anche il tema della pianificazione della mobilità su scala territoriale e la necessità di accompagnare qualsiasi politica sulla sosta con una visione complessiva che comprenda nuove infrastrutture, parcheggi di interscambio e una migliore organizzazione dei flussi di traffico.

Nel suo intervento Mario Lavatelli ha sottolineato la necessità di riportare il confronto e l’ascolto al centro delle decisioni pubbliche.

«È fondamentale che il Comune torni ad ascoltare – ha rimarcato – Occorre istituire un tavolo permanente che coinvolga tutti i soggetti interessati e le competenze tecniche presenti sul territorio, affinché le decisioni sulla mobilità vengano assunte sulla base dell’esperienza e con l’obiettivo di migliorare concretamente la qualità della vita dei cittadini.»

Tra i temi che hanno suscitato maggiore interesse vi è stata anche l’ipotesi del tram elettrico illustrata nei giorni scorsi dal sottosegretario Alessio Butti con l’annuncio dell’avvio dello studio di fattibilità del progetto. Un’iniziativa che molti cittadini hanno accolto con curiosità e interesse perché rappresenta un tentativo di ragionare sulla mobilità dei prossimi decenni e sulla necessità di dotare il territorio di infrastrutture adeguate alle sfide future.

L’idea per questo nuovo sistema di mobilità a Como si concentra sull’ipotesi di introdurre i trackless tram, ovvero tram elettrici di ultima generazione che viaggiano senza la necessità di installare rotaie. L’iniziativa nasce all’interno delle attività del Comitato nazionale per le Celebrazioni Voltiane, che intende promuovere uno studio preliminare per valutare la fattibilità tecnica ed economica dell’opera. Rispetto ai tram tradizionali, questa tecnologia consente di abbattere i costi delle infrastrutture e offre una flessibilità di percorso molto superiore, garantendo al contempo un impatto visivo e cantieristico decisamente meno invasivo rispetto ai tentativi passati, quando i tempi non erano ancora maturi.

Al momento non si parla di un piano definitivo, bensì di un’idea progettuale da approfondire e condividere con il territorio, gli enti locali e i gestori del trasporto pubblico. La prima bozza di percorso punta a unire i punti chiave della città e a favorire l’intermodalità tra treno, battelli e mobilità urbana. Il tracciato collegherebbe la stazione di Como San Giovanni e le stazioni FNM al lungolago, toccando anche il Duomo, l’hangar e un grande parcheggio di interscambio situato fuori dal centro cittadino.

I prossimi passaggi chiave sono legati a scadenze e investimenti precisi. Lo studio di inquadramento tecnico-economico verrà presentato ufficialmente nel 2027, proprio durante le celebrazioni dedicate ad Alessandro Volta. La reale apertura dei cantieri resterà comunque legata al reperimento dei fondi, con l’obiettivo di intercettare risorse europee. Da quel momento, i tempi di realizzazione stimati per completare l’opera si aggirano intorno ai due o tre anni. Sul fronte economico, l’investimento prevede una spesa di circa 2 milioni di euro per l’acquisto di ogni singola vettura, a cui si aggiunge un costo stimato di circa 5 milioni di euro per ogni chilometro di rete stradale da adeguare.

Tornando alla serata, nelle conclusioni Stefano Molinari ha richiamato la necessità di una visione più ambiziosa per la città: «La prossima amministrazione dovrà avere il coraggio di osare di più  Como deve iniziare a ragionare come una città da 300 mila abitanti, al centro di un sistema territoriale molto più ampio dei suoi confini amministrativi. Le sfide della mobilità richiedono infrastrutture, programmazione e una visione strategica all’altezza del ruolo che Como svolge nel territorio”.

Il prossimo appuntamento del ciclo “Como merita di più”, in programma il 18 giugno, sarà dedicato al tema dello sport e del terzo settore.

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