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Piano ormeggi a Como, approvata la mappa dei 418 posti barca: si apre la strada al bando

Passo decisivo nella riorganizzazione della nautica cittadina e nella gestione delle strutture portuali. La giunta guidata dal sindaco Alessandro Rapinese ha approvato all’unanimità, nella seduta di venerdì 30 ottobre 2026, il nuovo piano degli ormeggi.

Si tratta del documento strategico fondamentale che mappa in modo puntuale quanti posti barca figurano nei porti del capoluogo, a quali categorie di utenti sono destinati e quali spazi devono rimanere vincolati e a disposizione per le emergenze, i servizi pubblici e le attività professionali.

In totale sono 418 gli ormeggi e gli approdi censiti dal piano, distribuiti tra le strutture di Marina 1, Marina 2, Sant’Agostino, Tavernola e Villa Olmo. Il via libera dell’esecutivo comasco sblocca contestualmente l’iter per le prossime assegnazioni dei posti d’acqua su cui c’erano già delle polemiche.

La giunta ha infatti dichiarato il provvedimento immediatamente eseguibile, una misura adottata specificamente “per consentire all’Ente Gestore delle strutture portuali di dare avvio tempestivamente alle procedure finalizzate all’approvazione del bando di gara per l’assegnazione dei posti d’ormeggio”.

Nonostante la pubblicazione del bando vero e proprio non sia ancora avvenuta, la nuova pianificazione definisce già con precisione millimetrica la destinazione di ciascun singolo spazio, tracciando una netta demarcazione tra l’utilizzo privato, i settori commerciali, la pesca professionale e le postazioni riservate al soccorso e ai servizi istituzionali.

La scelta del Comune di Como: gestione diretta del demanio senza organismi terzi

Attraverso questa delibera, la giunta Rapinese ribadisce la volontà di mantenere saldamente nelle mani del Comune di Como la gestione del patrimonio portuale cittadino, senza delegarla né integrarla in organismi sovraccomunali.

Il Comune di Como non ha infatti aderito al Consorzio del Lario e dei Laghi Minori. Come ricordato esplicitamente dagli atti di giunta, l’amministrazione ha confermato “la volontà di mantenere la gestione diretta del demanio lacuale in capo al Comune senza ricorrere a gestioni associate del servizio”.

L’operatività e la gestione quotidiana dei bacini portuali restano quindi in carico a Como Servizi Urbani, società in house interamente partecipata dall’ente locale.

Marina 1: quasi duecento posti barca e dodici stalli per le istituzioni

La quota maggioritaria del totale degli ormeggi cittadini si concentra nel bacino di Marina 1, l’infrastruttura portuale accessibile dal lungolago Mafalda di Savoia, situata nell’area a sud della diga foranea.

Il nuovo piano rileva in questa sede un totale di 198 postazioni, così ripartite:

  • 186 ormeggi destinati all’uso privato;

  • 12 ormeggi riservati in via esclusiva alle unità delle forze dello Stato e ai soggetti istituzionali costantemente impegnati nelle attività di vigilanza e soccorso.

Gli stalli di Marina 1 sono strutturati e distribuiti lungo due pontili principali e un elemento di collegamento trasversale. Le caratteristiche tecniche dell’infrastruttura consentono l’accoglienza di imbarcazioni con una lunghezza massima fino a 13 metri e una larghezza fino a 3,95 metri, previa verifica della compatibilità delle dimensioni con il singolo posto assegnato. Il complesso portuale offre dotazioni quali erogazione di acqua ed energia elettrica direttamente ai pontili, impianto di illuminazione, sistema di videosorveglianza all’ingresso e varco ad accesso automatizzato.

Marina 2: spazio al commercio, al trasporto pubblico e alla sosta breve

Presenta un’articolazione differente il bacino di Marina 2, ubicato nella zona a nord della diga foranea, all’interno del quale la mappatura individua 105 posti barca complessivi. In quest’area convivono la nautica da diporto privata, le attività commerciali, il trasporto pubblico non di linea e il trasporto merci.

La ripartizione specifica prevede:

  • Ormeggi dal n. 71 al n. 100: destinati alle attività commerciali;

  • Ormeggi dal n. 101 al n. 104: riservati al trasporto pubblico non di linea;

  • Ormeggio n. 1: dedicato esclusivamente alle operazioni di trasporto merci.

Una delle novità rilevanti introdotte dal piano a Marina 2 riguarda l’agevolazione delle soste temporanee. Lungo il lato esterno del pontile nord sono state individuate 17 bitte per gli accosti di breve durata.

Come precisato nel testo del piano, tali spazi sono espressamente “destinati alla sosta a pagamento breve/transito”. Le modalità operative di fruizione e le tariffe verranno successivamente regolamentate dalle norme comunali e dal gestore della struttura. Tali bitte non costituiscono pertanto diciassette nuovi stalli permanenti, bensì funzionali punti di attracco per la fermata temporanea.

Sant’Agostino: venti approdi dedicati alla pesca professionale

Per quanto concerne il porto di Sant’Agostino, il documento programmatico stabilisce una chiara distinzione strutturale tra gli ormeggi posizionati sul pontile galleggiante e gli approdi collocati lungo le gradinate.

Sul pontile galleggiante sono censiti 37 posti in acqua:

  • 36 posti ad uso privato;

  • 1 posto riservato ai servizi di pubblico soccorso, destinato in particolare ai Vigili del Fuoco.

Lungo le gradinate sono invece presenti 36 approdi dotati di anello, pensati per natanti di ingombro più contenuto. La ripartizione interna è così definita:

  • Posti dal n. 1 al n. 16: destinati all’uso privato;

  • Posti dal n. 17 al n. 36: riservati alla pesca professionale.

Di conseguenza, ben venti approdi sulle gradinate di Sant’Agostino sono vincolati all’attività dei pescatori professionisti. Per accedere a queste specifiche postazioni, il piano fissa limiti dimensionali precisi: le imbarcazioni non potranno superare i sei metri di lunghezza e i 2,10 metri di larghezza.

Tavernola: attenzione all’accessibilità, alla disabilità e ormeggi di rifugio

Un capitolo significativo della pianificazione riguarda il porto di Tavernola, accessibile da via per Cernobbio, dove si contano 33 posti barca complessivi e in cui è inserito anche lo scivolo pubblico e gratuito per il varo e il alaggio di piccole imbarcazioni.

La distribuzione degli spazi a Tavernola risponde a diverse funzioni sociali e operative:

  • Posti dal n. 24 al n. 29: destinati alle “categorie svantaggiate”;

  • Posti n. 22 e n. 23: riservati a funzioni specifiche, essendo “destinati prioritariamente alle operazioni di imbarco e sbarco delle persone con mobilità ridotta”. Il piano consente di impiegare questi due posti anche come riparo temporaneo per la discesa dei passeggeri, a condizione che non vi sia concomitanza con le esigenze delle persone con mobilità ridotta e senza intaccarne la destinazione d’uso principale;

  • Posti dal n. 16 al n. 21: classificati e strutturati come ormeggi di rifugio.

Nello scalo di Tavernola le imbarcazioni ammesse dovranno avere una lunghezza massima non superiore a sette metri e una larghezza fino a 2,30 metri, sempre in rapporto alla capienza del singolo ormeggio.

Villa Olmo e il Molo di San Giorgio

Anche l’approdo di Villa Olmo trova la sua collocazione precisa nel quadro normativo. I nove anelli disposti lungo la gradinata sono interamente classificati come postazioni di “Rifugio” ordinate all’accoglienza di “Piccole imbarcazioni”. In questo punto la fruizione è limitata ad unifilari con lunghezza massima di sei metri e larghezza non superiore a due metri.

Il censimento comprende inoltre il molo di San Giorgio, situato in viale Puecher. Quest’ultimo, tuttavia, non viene calcolato all’interno del totale dei 418 posti barca cittadini in quanto la struttura risulta attualmente data in concessione alla Guardia di Finanza con termine fissato al 25 marzo 2032.

Prospettive future: l’attesa per il bando di assegnazione

Con l’approvazione del piano degli ormeggi, la giunta del Comune di Como ha definito in modo organico la conformazione dei porti cittadini, la ripartizione dei loro spazi e le caratteristiche dimensionali dei natanti ammessi. Il regolamento sancisce che qualsiasi futura assegnazione dovrà rispettare rigidamente la destinazione d’uso del posto, le misure consentite e gli standard di sicurezza previsti.

La fase successiva consisterà nella pubblicazione del bando di gara vero e proprio per l’assegnazione dei posti barca, la cui redazione ed emanazione è in capo a Como Servizi Urbani. La delibera approvata il 30 ottobre non specifica per il momento una data di pubblicazione ufficiale, né fissa i corrispettivi ed i canoni economici richiesti per ottenere gli ormeggi.

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