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Attualità, Economia

Pioggia di euro per le aziende comasche, risorse per 46milioni da Regione Lombardia. Ben 10 a fondo perduto

I fondi attivati e mobilitati dall’assessorato allo Sviluppo Economico di Regione Lombardia guidato da Guido Guidesi per le aziende comasche ammontano a 46.899.633 di euro. Di questi quasi 10 milioni come incentivi a fondo perduto e 37.709.062 sotto forma di finanziamenti.

Le risorse concesse a fondo perduto sono state in grado di stimolare ulteriori investimenti per 20.558.657,77 di euro da parte delle imprese, con un moltiplicatore di oltre due volte il contributo pubblico. Un lavoro frutto dell’ascolto, della continua collaborazione tra Regione Lombardia e il ‘sistema lombardo’.

“Bisogna sostenere le imprese, con tutte le risorse economiche a disposizione e con strumenti concreti, perché sono le imprese le uniche a creare lavoro, quindi sostenendo le imprese si sostiene il lavoro”, ha detto Guidesi.

E i dati lombardi, anche in un contesto geopolitico drammatico, sono ancora positivi e rassicuranti come si evince dall’ultima analisi di Unioncamere relativa all’andamento della manifattura nel secondo trimestre dell’anno. La produzione industriale lombarda registra +1,6% rispetto al I° trimestre 2022

Certo le incognite per l’autunno e l’inverno sono tante ma il sistema lombardo tiene.

Gli strumenti introdotti dall’assessorato a favore delle imprese lombarde sono ancora attivi; in totale sono 15 le misure aperte. Per tutte le informazioni è possibile consultare il sito www.imprese.regione.lombardia.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Un commento

  1. E le aziende, miracolate da questa pioggia denaro, che cosa danno in cambio? Forse un numero di nuove assunzioni? Forse assunzioni “stabilizzate” da contratti a tempo indeterminato per sostituire quelli fasulli? Forse aumenti salariali ai propri lavoratori? Forse un aumento di benefit nei loro confronti? Purtroppo credo niente di tutto questo. Le aziende riserveranno il gruzzolo ai propri azionisti/ consiglieri di amministrazione, anche perché in Italia si è molto bravi a distribuire il denaro a pioggia, ma nessuno si preoccupa poi di controllare quali direzioni abbia preso e come sia stato impiegato.

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