La notizia – ne avevamo parlato diffusamente qui – aveva acceso un forte dibattito e conseguenti polemiche nell’estate scorsa: l’ingresso privilegiato agli svizzeri e lo stop a stranieri e non residenti in una piscina svizzera (a Porrentruy). Quest’anno cambia la forma ma non la sostanza.
Sempre nello stesso stabilimento, riaperti i cancelli, è cambiato poco. La riapertura delle vasche è infatti stata accompagnata da un’ondata di accese e roventi polemiche.
La limitazione degli accessi alla struttura pubblica per gli stranieri, introdotta a seguito di ripetuti episodi di maleducazione e inciviltà registrati negli scorsi anni, si è trasformata in un tariffario particolarmente salato per tutti coloro che non risiedono o non lavorano all’interno della Confederazione Elvetica.
Regole e restrizioni: i dettagli del nuovo tariffario e le modalità d’accesso
Le nuove e severe disposizioni riguardano in modo diretto i prezzi dei biglietti d’ingresso allo stabilimento comunale, che risultano letteralmente raddoppiati per chi non è residente o non possiede un contratto di lavoro in Svizzera:
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Biglietto Adulti: il costo sale a 15 franchi per i non residenti, a fronte dei normali 7,50 franchi riservati ai residenti e ai cittadini svizzeri.
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Biglietto Giovani: il prezzo d’ingresso viene fissato a 10 franchi, anziché i tradizionali 5 franchi della tariffa standard.
Le restrizioni destinate ai non residenti, tuttavia, non si limitano all’aspetto economico. Come riportato dalla testata 20 Minutes, questa categoria di utenti può acquistare i tagliandi d’accesso unicamente tramite la modalità online; tali biglietti saranno considerati validi alle casse dello stabilimento solo previa esibizione di un documento d’identità in corso di validità. Inoltre, ai soggetti non residenti in Svizzera è stata preclusa del tutto la possibilità di sottoscrivere abbonamenti per la piscina.
Il consiglio comunale di Porrentruy ha concesso il definitivo via libera alla modifica della base legale, fornendo lo strumento giuridico necessario per permettere al Municipio di adottare nuove e stringenti restrizioni per l’accesso all’area e così l’esecutivo ha ottenuto il potere di varare misure mirate a organizzare l’afflusso alla piscina comunale, con il dichiarato intento di “garantire la sicurezza, la tranquillità e la salubrità pubbliche”.
La misura è stata giudicata eccessiva e sproporzionata da diversi utenti, preoccupati per l’impatto economico che tale provvedimento avrà sulle normali famiglie delle zona di frontiera, semplicemente alla ricerca di un po’ di refrigerio durante le calde giornate estive.