La preoccupazione per la decisione del Comune di chiudere la scuola Corridoni e di costruire, al suo posto, un autosilo arriva fino in Ucraina.
Da lì infatti, e per la precisione da Kiev, è giunta alla nostra redazione una mail inviata dai genitori di tre bambini iscritti alla scuola di via Sinigaglia che da te anni vivono in città ma che ora, di fronte alle ultime notizie, vivono con preoccupazione l’idea di dover far affrontare ai loro bambini un nuovo stravolgimento con una nuova scuola se non addirittura con più scuole diverse, visto che la soluzione prospettata dal Comune è la distribuzione di 200 alunni della Corridoni in quattro scuole alternative.
Una situazione di particolare delicatezza emotiva, è vero, ma che rispecchia – indubbiamente amplificandola, ma non modificandone la sostanza – la preoccupazione espressa in questi mesi da tutti i genitori della scuola di fronte alla prospettiva di perdere un punto di riferimento educativo importante per i propri figli, oltre agli inevitabili disagi di doversi spostare nelle ore di punta in zone completamente diverse della città tra Tavernola, via Fiume o il centro storico nel caso della scuola di via Perti, visto che la vicina media Foscolo – fino a pochi giorni fa indicata dallo stesso sindaco Rapinese e dall’assessore alle Politiche Educative Nicoletta Roperto come la scelta più comoda – parrebbe essere stata stralciata dal Comune stesso dal momento che i promessi lavori di adeguamento e ampliamento non sono mai iniziati.
“La gente potrebbe dire che ci sono altri problemi nella vita. Noi ucraini lo sappiamo fin troppo bene – scrivono i due genitori con grande consapevolezza in un passaggio della lettera – ma quando ci sono così tanti grandi problemi, speri che l’unica cosa che sta andando bene, beh, speri che continui ad andare bene”.
Questa è la prospettiva nella quale vi chiediamo di leggere questa lettera. Tenendo ben presente, e rispettando, lo stato d’animo di chi la scrive, tenendo ben presente quello che ha dovuto vivere negli ultimi anni e quello che ancora sta vivendo e il peso che qualsiasi vacillamento dell’equilibrio tanto faticosamente raggiunto può significare per lui.
Su loro richiesta, non riportiamo i nomi di questi due genitori, ma ovviamente la redazione ne è a conoscenza e ha fatto tutte le verifiche del caso.
Caro ComoZero,
Siamo i genitori di tre bambini e viviamo a Como da circa tre anni. Siamo originari di Kiev, da dove vi stiamo scrivendo. Siamo qui per importanti motivi personali e, ad essere sinceri, la situazione è molto difficile: ci sono molte esplosioni e vediamo i missili volare sopra le nostre teste. Fortunatamente, i bambini sono lontani da Kiev e, dove si trovano loro, la situazione è più calma.
Leggiamo il vostro giornale per tenerci aggiornati sulle notizie di Como. Dopo tanti traslochi negli ultimi anni, abbiamo trovato un po’ di pace e stabilità qui in Italia e per questo motivo, siamo profondamente angosciati dalle recenti notizie che circolano sulla scuola Corridoni e, per certi aspetti, è una situazione che ci sta persino facendo riconsiderare la nostra decisione di tornare in Italia.
Como è una città bellissima dove arte, stile e natura si fondono, e sentiamo di aver riscoperto questa magia anche alla scuola Corridoni: siamo stati accolti benissimo, l’insegnamento è di alto livello, l’edificio si trova in una posizione fantastica, all’interno di un quartiere dove il vecchio e il nuovo coesistono meravigliosamente, e i nostri figli – e noi insieme a loro – siamo circondati da un affetto sincero. Finalmente, dopo tanto vagare, stanno stringendo amicizie vere.
Sarebbe triste, inconcepibile e scioccante dover trasferire i nostri figli in un’altra scuola. In tre scuole diverse? Forse non capiamo tutto quando leggiamo il vostro giornale, ma non capiamo perché debba essere chiusa. Molto semplicemente, la scuola Corridoni sembra funzionare davvero molto bene. In realtà non vedevamo l’ora di tornare, perché lavoriamo entrambi e, a partire da settembre, tutti e tre i nostri figli avrebbero finalmente frequentato la Corridoni.
Ecco perché, per noi, leggere di ciò che potrebbe accadere alla scuola ci riempie di disperazione. Mandare tre figli in tre scuole diverse? È una prospettiva terrificante, proprio quando, dopo tanto duro lavoro, stiamo iniziando, come famiglia, a mettere radici in Italia. Questa mattina siamo appena arrivati in paese per vedere i bambini. Stavamo proprio parlando con i nostri figli della scuola, e tutti hanno detto che non vogliono andare in una scuola ucraina, vogliono solo tornare alla Corridoni.
La gente potrebbe dire che ci sono altri problemi nella vita. Noi ucraini lo sappiamo fin troppo bene. Quando ci sono così tanti grandi problemi, speri che l’unica cosa che sta andando bene, beh, speri che continui ad andare bene.
Mio marito è un noto giornalista televisivo ucraino con 25 anni di esperienza professionale. Nel corso della sua carriera, ha spesso raccontato situazioni in cui la grande ricchezza ha prevalso sull’equità e ha distrutto il benessere delle persone. Sarebbe profondamente triste per lui rendersi conto che, purtroppo, lo stesso modello può esistere anche nel meraviglioso paese che è l’Italia, dove il denaro a volte può spazzare via i diritti e gli interessi di genitori e bambini.
Nella speranza che la Corridoni rimanga aperta e continui a contribuire all’educazione dei nostri figli e alla serenità della nostra famiglia, vi salutiamo e vi ringraziamo.
Cordiali saluti.
