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Attualità

Prestino, quartiere dimenticato a un passo dalla Spina Verde: “Nessuno si interessa ai nostri problemi”

Il viaggio nei quartieri fa tappa a Prestino, nella parte ovest della città. E anche in questo rione periferico, lontano 15 minuti dal centro storico, si registrano le stesse lamentele che hanno accomunato, durante il tour di ComoZero, altre realtà decentrate a partire da Sagnino, proseguendo per Lora e Ponte Chiasso: ovvero la mancanza di attenzione, durante questa amministrazione come nelle precedenti, per quelle che tutti definiscono le “piccole cose”. Tuttavia c’è anche chi non si ferma solo alle, pur giuste, recriminazioni, sottolineando alcuni aspetti che andrebbero migliorati non solo per il bene di Prestino ma di tutta Como.

A parlarne è la prima residente intervistata, ovvero Ambra Garancini: “Il nostro quartiere ha sicuramente dei problemi. Ma, tralasciando per un attimo i disagi quotidiani come la pulizia dei marciapiedi, mi preme sottolineare invece un aspetto positivo che andrebbe potenziato. Prestino si trova alle falde dell’immenso polmone verde del Parco della Spina Verde – spiega – Mi chiedo come mai non ci sia la spinta, da parte di chi amministra, a rendere questo luogo sempre più attrattivo. La natura, la storia, l’archeologia, tutto si concentra qui. E allora sarebbe forse opportuno creare una cartellonistica più di impatto, informare meglio, raccontare quanto esiste. Abbiamo un vero tesoro”. Una proposta che però poi vira, inevitabilmente, verso i problemi quotidiani. “Le strade e i marciapiedi andrebbero puliti meglio, così come le rivette spesso intasate – aggiunge – La piazza centrale sarebbe da curare maggiormente cercando anche di capire come risolvere il problema dei tanti locali sfitti”.

Decisamente più critico è invece Nando Musio da 30 anni residente a Prestino. “In questa zona di Como sono state fatte, come sempre, tante promesse in periodo di campagna elettorale. E poi nulla si è concretizzato – racconta – Le strade sono sporche, le buche non si contano, nessuno si interessa. Certo, se in più ci si aggiunge anche l’inciviltà di molte persone ecco che diventa difficile vivere qui tra sporcizia e poca cura. Fortunatamente invece dal punto di vista della della sicurezza non presenta grandi problemi”.

Sono poi altri i punti deboli. “Purtroppo il rione si sta spopolando. Ci vorrebbe qualcosa per creare aggregazione, per compattare chi vive qui – spiega Musio, che da decenni è parte vitale del Circolo culturale ricreativo Sardegna – Altrimenti la città si spegnerà. Un’ultima segnalazione da fare riguarda il parco pubblico, spesso frequentato da bambini. Qui, in diverse occasioni, ho notato sporco e scarsa manutenzione. Insomma la speranza è che i prossimi amministratori facciano più attenzione”.

Un ultimo argomento viene trattato da Angelo Marangone che si concentra sul fronte viabilità. “Purtroppo i residenti più volte hanno segnalato un imbuto in via Isonzo e via Buschi, soprattutto pericoloso quando escono i bambini dalla scuola – racconta – La circolazione risulta difficoltosa. Si era domandato un intervento con, ad esempio, l’installazione dei dissuasori ma non si è riusciti a ottenere nulla di concreto. E in aggiunta vorrei sottolineare la necessità di valorizzare in maniera adeguata i tesori della Spina Verde”.

Un’oasi dove regnano natura, storia e mistero

Prestino è un quartiere che ha la grande fortuna di confinare con l’immenso polmone verde, ricco di storia e natura, rappresentato dal Parco della Spina Verde. Una zona meravigliosa che non tutti conoscono e sfruttano a dovere. Un luogo magico che, oltre a offrire 13 sentieri ufficiali capaci di far scoprire la natura e la storia del territorio, è un vero rifugio dal caos della città. Proprio in queste aree sopra l’abitato di Prestino, ad esempio, venne ritrovata per caso nel 1966, durante i lavori di costruzione dell’autostrada, una stele di arenaria di 4 metri di lunghezza.

E gli scavi successivi portarono alla luce un complesso probabilmente pubblico o sacro risalente al 480-450 a. C. Sempre qui si può ammirare il “Roccione di Prestino”, che presenta diversi affioramenti di arenaria forse parte di un unico grande affioramento roccioso e intorno sono presenti, in base a quanto riportato dagli studi, “le classiche incisioni di forma cava, molte delle quali sono unite tra loro da piccoli canaletti, i quali probabilmente dovevano favorire lo scorrimento di liquidi a scopo rituale”. Descrizione che starebbe dunque a sottolineare come nella zona venissero compiute delle cerimonie. Nel parco svetta anche il Castello Baradello, che ha riaperto il 5 marzo: tra le varie attività che si svolgono qui ci sono anche le “notti al castello” con partenza da Camerlata, di fronte alla farmacia alle ore 21.30.

Pile alla mano si attraversano i boschi che separano la città dal colle del Castello in compagnia della guida: insieme si apriranno le vecchie porte del Castello per conoscerne la storia, i segreti, i tanti misteri e le inquietanti leggende. Per i coraggiosi che riescono ad arrivare in cima alla torre di 19 metri, sospesa tra boschi e cielo notturno, il premio sarà una vista incredibile. Per conoscere tutte le attività è consultabile il sito spinaverde.it.

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