Sedici edizioni, dieci anni di lavoro e una storia che continua a crescere mantenendo salde le proprie radici lariane. È stata presentata oggi, all’interno di uno dei giardini della Casa Circondariale del Bassone di Como, la nuova edizione del ricettario Cucinare al Fresco, progetto editoriale e formativo nato quasi in sordina tra le mura dell’istituto comasco e diventato nel tempo un modello replicato anche in altre realtà penitenziarie italiane.

La nuova uscita rappresenta un ulteriore tassello di un percorso che negli anni ha saputo trasformarsi e consolidarsi grazie alla partecipazione di detenuti e sostenitori del territorio. A rendere possibile questa sedicesima edizione è il sostegno di Inner Wheel Club Erba e Laghi, che ha scelto di accompagnare il progetto non soltanto attraverso un contributo economico, ma con una presenza concreta e continuativa.
Se il format ha trovato spazio anche oltre Como, il cuore del progetto continua a battere al Bassone, dove nel corso degli anni si sono alternati numerosi redattori alle scrivanie della redazione. Un avvicendamento che non è stato segnato dall’abbandono, ma dal compimento di percorsi personali e dal ritorno alla vita fuori dall’istituto.

Alla base di Cucinare al Fresco c’è un lavoro di redazione che nasce dall’esperienza quotidiana delle persone detenute. Le ricette raccolte nel ricettario vengono infatti ideate, sperimentate e raccontate direttamente dai redattori all’interno delle proprie stanze di detenzione, utilizzando esclusivamente strumenti consentiti e ingredienti disponibili nella quotidianità dell’istituto. Un esercizio che va oltre l’aspetto gastronomico: ogni preparazione diventa occasione di confronto, organizzazione, creatività e narrazione di sé, trasformando un gesto ordinario in uno spazio di espressione personale e condivisione.

Oggi il volto della redazione è cambiato rispetto a quello degli esordi. Tra computer, appunti scritti a mano e pagine da costruire giorno dopo giorno, a dare forma a questo nuovo numero sono stati Ardit, Jimmy, Denis, Luigi, Michele, Gian Piero, insieme a Cristian e Max: una squadra che continua a dimostrare come la creatività, la formazione e il lavoro condiviso possano diventare strumenti concreti di crescita personale. Il tutto coordinato da Arianna Augustoni che è anche direttore della rivista, insieme ad Alessandro Tommasi e a Giuseppe Bevilacqua.

«Il nostro impegno – sottolinea Elena Azzali Fossati, presidente di Inner Wheel Club Erba e Laghi – va oltre il sostegno economico e si traduce in presenza, ascolto e partecipazione. Con ancora negli occhi, ma soprattutto nel cuore, le emozioni vissute durante l’incontro in carcere con i ragazzi impegnati nel progetto, abbiamo scelto di dare continuità al nostro supporto affinché la finalità formativa, educativa e soprattutto sociale e umana di questo percorso possa proseguire e rafforzarsi. Sentire i ragazzi raccontare il loro lavoro, la passione con cui si prendono cura degli orti, l’attenzione dedicata alla parte didattica e percepire nella loro voce l’orgoglio di aver costruito qualcosa di bello, utile e gratificante è stata una gioia autentica. Il loro entusiasmo ha dato un significato concreto al gesto del donare e ci ha permesso di comprendere più profondamente una realtà spesso poco conosciuta e sottovalutata».
Un plauso anche dall’Assessore Regionale con delega all’Università, Ricerca, Innovazione, Alessandro Fermi: «Sono felice ogni anno di essere invitato alla presentazione del ricettario, perché ne apprezzo il valore sociale e anche, lasciatemelo dire, i contenuti. Credo che progetti come questo debbano essere portati ad esempio, perché sanno essere importanti sotto vari aspetti. Regalano infatti una nuova possibilità in modo concreto. È un messaggio semplice ma allo stesso tempo forte: queste persone tornano a condividere momenti di vita quotidiana, imparano cose nuove e costruiscono legami di amicizia importanti».
Dello stesso avviso anche la direttrice della Casa Circondariale di Como, Roberta Galati, che ha sottolineato: «Il valore di iniziative capaci di costruire relazioni con il territorio e di offrire alle persone detenute occasioni reali di responsabilizzazione, crescita e preparazione al rientro nella società. Progetti come Cucinare al Fresco, ha evidenziato, dimostrano come il carcere possa diventare uno spazio in cui sviluppare competenze, recuperare fiducia e dare continuità a percorsi di cambiamento».
A sedici numeri dalla prima uscita, Cucinare al Fresco continua così il proprio cammino: nato con discrezione dentro il Bassone, cresciuto grazie alle persone che ne hanno condiviso la visione e oggi ancora capace di raccontare, attraverso il cibo e il lavoro di redazione, storie di possibilità.