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Attualità, Politica

Lissi (Dem), all’attacco: “Quei no-vax in Consiglio comunale. Scandaloso, mantenere le sedute online fa il gioco della maggioranza”

Mentre una larghissima parte dei Consigli comunali italiani è tornata in presenza Como rimane una enclave arroccata nel digitale. Sono mesi che diversi esponenti dell’assemblea cittadina chiedono a gran voce di sedersi nuovamente tra i banchi del Cernezzi. Per qualche motivo, oggettivamente mai chiarito, per ora si resta nel virtuale. “Ci tocca ancora l’online per via di alcuni no-vax presenti in Consiglio”, ha tuonato la consigliera Dem Patrizia Lissi qualche giorno fa. Chiediamo chiarimenti.

Può specificare?
So di certo che ci sono persone non vaccinate in aula, non faccio nomi ma è così.

Il Green Pass dal 15 ottobre è obbligatorio anche per i Consigli ma chi non vuole vaccinarsi ha comunque l’opzione tampone.
A proprie spese naturalmente. Io due mesi fa ho chiesto alla presidente Anna Veronelli perché non si sia tornati in presenza. Risposta: “Perché siamo ancora in emergenza e ci sono alcuni non vaccinati”. Poi qualche giorno fa ha detto che “gli uffici si stanno organizzando”. Assurdo. Mi chiedo non è che alla maggioranza fa comodo che sia cosi?

Cioè?
Beh, in presenza c’è possibilità di agire più rapidamente, per esempio presentando Ordini del Giorno o Emendamenti, discutendo in battuta. Forse c’è qualcuno che non vuole l’aula per questo motivo. E’ scandaloso.

Anche in maggioranza qualcuno mugugna.
Sì e non dimentichiamo che il capogruppo della lista Insieme, Franco Brenna, ha chiesto esplicitamente che si finisse con l’online.

Domenica era presente alla manifestazione davanti alla Cgil di Como dopo gli attacchi squadristi a Roma.
Sì io c’ero ma non il sindaco o un suo rappresentante. Landriscina poi si è limitato, poiché assente in Consiglio, a far leggere le poche righe inviate al sindacato. Ma andando oltre vorrei dire una cosa.

Certo.
I no vax mi irritano, se scendono in piazza è solo grazie a chi si è vaccinato. Quando sento parlare di dittatura sanitaria (Lissi è infermiera al Sant’Anna e ha lavorato in prima linea contro il Covid nei mesi iniziali, Ndr) penso che siamo arrivati alla follia, non c’è alcun rispetto per la morte. Noi sanitari siamo considerati il peggio da queste persone. Parlano di libertà. Io dico, ve l’abbiamo data noi vaccinati la libertà.

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