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“Regione Lombardia alimenta l’overtourism su Milano e i laghi e abbandona le aree interne”. L’attacco al piano sul turismo

“Questo Piano sul turismo è sbagliato nelle priorità e negli strumenti. La maggioranza continua ad alimentare l’overtourism su Milano, laghi e città d’arte, mentre aree interne, territori montani, valli e borghi vengono abbandonati, senza trasporti e servizi adeguati. Altro che turismo diffuso così si crea una Lombardia a due velocità, insostenibile per chi ci vive e per chi ci lavora”.

Questo duro attacco arriva da Paola Pizzighini, consigliera regionale M5S Lombardia e ha nel mirino il Piano per lo sviluppo del turismo e dell’attrattività approvato ieri in Consiglio regionale.

Si spinge sulla digitalizzazione favorendo i grandi gruppi, ma si lasciano sole le micro e piccole imprese, le guide, le strutture familiari, vera spina dorsale dell’accoglienza lombarda. I lavoratori restano invisibili, si parla di qualità senza affrontare precarietà, salari bassi e mancanza di tutele. È un modello che scarica i costi su chi lavora. Ancora più grave è la totale cecità sull’emergenza casa. Il Piano legittima l’esplosione degli affitti brevi, svuotando i centri storici e spingendo alle stelle i canoni, mentre famiglie e studenti non trovano più un alloggio accessibile. Per noi il diritto all’abitare viene prima della rendita turistica. Infine, senza risorse serie molti obiettivi resteranno propaganda sulla carta. Per questo abbiamo votato convintamente contro a un Piano che aumenta le disuguaglianze e non difende i diritti di cittadini, studenti, lavoratori e territori”, dichiara la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle.

Il riferimento è dunque al documento approvato in Regione. Si tratta del “Piano per lo sviluppo del turismo e dell’attrattività 2026-2028” che definisce le linee guida per consolidare la crescita del comparto turistico lombardo per il prossimo triennio.

Il Piano nasce in una fase di consolidamento del turismo globale e nazionale. I numeri del 2024 fotografano infatti una Lombardia dinamica, con oltre 55 milioni di presenze, in crescita del 26,1% rispetto al 2019. La pianificazione è incentrata sulla sostenibilità ambientale, economica e sociale, mettendo a sistema le eccellenze diffuse del territorio.

Il documento si sviluppa su cinque pilastri fondamentalivalorizzazione dell’esperienza turistica personalizzata, il rafforzamento della governance multilivello, l’innalzamento delle competenze professionali degli operatori, l’innovazione digitale supportata dall’intelligenza artificiale e la costruzione di un nuovo racconto coordinato dell’identità lombarda.  L’obiettivo non è un aumento indiscriminato dei flussi, ma puntare su una crescita sostenibile, promuovendo

la destagionalizzazione e valorizzando le aree interne e meno note, come i borghi, le montagne e la bassa Lombardia, capaci di attrarre visitatori ad alta capacità di spesa.

“L’intento di questo piano è generare valore economico, sociale e culturale per le nostre imprese e per le comunità locali – ha sottolineato la relatrice Paola Bulbarelli (FdI) -. La Lombardia si conferma un modello europeo di smart destination, capace di unire l’autenticità dei territori all’uso delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale applicate all’accoglienza turistica. La forza della nostra Regione sta nella pluralità del territorio e la vera sfida che questo piano raccoglie è costruire una narrazione unitaria e integrata”.

I grandi eventi, a partire dalle recenti Olimpiadi Invernali Milano-Cortina, sono considerati un volano per consolidare l’attrattività regionale nel lungo periodo.

Secondo le stime dell’Osservatorio regionale per il Turismo e l’Attrattività, nel triennio 2026-2028 si prevede un incremento complessivo del 16% dei flussi turistici, pari a circa 9 milioni di presenze aggiuntive sul territorio lombardo.

L’Assessore al Turismo, Marketing territoriale e Moda di Regione Lombardia ha definito il piano “un buon punto di partenza per il lavoro che ci aspetta”, sottolineando il valore della scelta politica:“Abbiamo accolto la sfida di un turismo che cresca in modo equilibrato, investendo sui territori meno noti e sulla destagionalizzazione”.

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