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Attualità

“Regolari o irregolari, lì non ci devono più stare”. Senzatetto, De Santis (FdI) chiede Daspo e sgomberi

Fratelli d’Italia – forza politica che pure si è battuta direttamente a favore di un nuovo dormitorio in città, votando la famosa mozione trasversale – ora chiede un intervento definitivo di liberazione dai senzatetto delle zone che ne vedono ampia presenza.

A farsi portavoce della richiesta, ieri sera in consiglio comunale, è stato il consigliere Sergio De Santis. Il quale, innanzitutto citando alcune aree specifiche come i portici dell’ex chiesa di San Francesco, del Santuario del Crocifisso, del Liceo Volta, oltre al Mercato Coperto, ha chiesto con forza che le zone vengano sostanzialmente sgomberate tramite il ricorso al nuovo regolamento di polizia urbana approvato a Palazzo Cernezzi circa nove mesi fa.

“Quelle situazioni – ha premesso De Santis – non sono attribuibili a questa amministrazione e nemmeno alla precedente, ma alla scellerata politica migratoria dei governi di centrosinistra degli ultimi dieci anni. Ma le risposte date finora a livello locale non sono state sufficienti e i nostri elettori ora ci chiedono interventi più forti, anzi è tutta la città che lo chiede: dai residenti ai commercianti ai semplici cittadini che non possono più sopportare certe situazioni di disagio e di degrado”.

Sottolineando di essere favorevole a un nuovo dormitorio (“Anche se resto scettico sul luogo scelto in via Cadorna”), De Santis – che ha anche auspicato che Como avvii un percorso formale per acquisire lo status giuridico di città di frontiera – ha chiesto di “applicare senza indugi il nostro regolamento di polizia urbana che ci è costato mesi di lavoro, divisioni e scontri”.

“Ora, dopo 9 mesi dall’entrata in vigore – ha aggiunto il consigliere – Fratelli d’italia chiede che venga applicato integralmente: regolari o irregolari, italiani o stranieri, in attesa di dormitorio, espulsione o regolarizzazione, queste persone non devono più occupare quei siti e tutti i luoghi compresi nell’allegato A dell’articolo 10. Città murata, zona stadio, stazione San Giovanni, lungolago, giardini a lago, cimitero monumentale sono aree urbane assoggettate a regime di particolare tutela della sicurezza e del decoro, dunque vanno rispettate e tutelate allontanando i trasgressori con il Daspo urbano, che prevede in caso di recidiva il divieto accesso in città fino a 12 mesi disposto dal Questore e financo l’arresto in caso di ulteriori violazioni”.

QUI IL NUOVO REGOLAMENTO DI POLIZIA URBANA

“Fdi è per il recupero delle marginalità e lo dimostra l’impegno per la nascita del nuovo dormitorio – ha concluso De Santis – ma siamo anche per la legalità e il decoro e chiediamo di mettere in atto tutte le misure dei decreti sicurezza Minniti-Salvini, dunque centrosinistra e centrodestra, e poi trasfuse nel nostro regolamento per il decoro della città”.

6 Commenti

  1. E’ meraviglioso. La maggioranza richiama con autorevole fermezza la maggioranza ad applicare un provvedimento votato e voluto dalla maggioranza. Ma la responsabilità è della politica dei governi di centrosinistra. Genio assoluto. Hegel al confronto era un pirla

  2. FASE 1-CHI NON E’ RESIDENTE A COMO VENGA ACCOMPAGNATO PRESSO IL COMUNE DI ULTIMA RESIDENZA ED AFFIDATO AI LORO SERVIZI SOCIALI, FASE 2-CHI E’ IRREGOLARE ACCOMPAGNAMENTO PRESSO I CENTRI DI IDENTIFICAZIONE, POI SI ARRANGIANO LORO A RIMPATRIARLI, FASE 3- PER CHI RESTA (POCHI) CI PENSIAMO, RISOLTO IL PROBLEMA, finalmente Fratelli d’Italia è Fratelli d’Italia non un partito assistenzialista come qualcuno lo vuole far apparire vero On?

    1. In base a quale legge dovresti accompagnare uno al suo ultimo Comune di residenza?

      Le soluzioni semplici son belle per dar aria alla bocca, ma poi non ci si stupisca se nel concreto non funzionano.

    2. Caro Sig.Antonio, c’è anche una fase 4, i senzatetto inviati al loro ultimo domicilio ritornano a sostare a Como; una fase 5, nuovi senzatetto arrivano da fuori e una fase 6, ci si ritrova tutti a parlare di assistenza e di dormitorio.
      La politica del “barbone a casa loro” si accoppia felicemente con quella dei “padroni a casa nostra” ma non è facilmente attuabile. Se non fosse così, il consigliere di FdI, gruppo consiliare di maggioranza, non avrebbe dovuto auspicarlo, l’avrebbe più semplicemente rappresentato come un successo.

  3. Bravo, slogan molto belli!

    Secondo te basta fare uno sgombero per risolvere il problema? Scompaiono come novelli Houdinì?
    Si predisponga prima un’alternativa (dormitorio, bagni pubblici. etc..) e poi allora sì che certe regole potranno esser fatte valere.

  4. A volte si ha l’impressione che molti politici cittadini che appartengono ai gruppi di maggioranza si divertano di più a recitare la parte di quelli dell’opposizione. Il Consigliere di FdI, anche se non sbaglio è stato votato ed eletto come rappresentante di un’altra lista, dovrebbe rivolgersi all’Assessore competente e chiedere semplicemente l’applicazione del Regolamento di Polizia urbana votato dal Consiglio. È il caso di riportare il tema in Consiglio?
    Alla maggioranza spetta l’onore e l’onere di risolvere i problemi non di descriverli e basta. Protestare perché non si risolvono i problemi quando si sta dalla parte di quelli che governano, è troppo facile ed è assolutamente inutile.

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