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Gli orologi svizzeri per pochissimi passano all’azienda italiana con il record da 380 milioni

Il comparto dell’alta orologeria internazionale registra un’importante operazione straordinaria: il colosso ginevrino del lusso Richemont ha annunciato ufficialmente la cessione del marchio Baume & Mercier al gruppo italiano Damiani, leader nel settore della gioielleria d’alta gamma. L’annuncio, diffuso congiuntamente dalle due società, non specifica i dettagli finanziari dell’accordo, mantenendo il riserbo sul valore della transazione.

Con l’acquisizione della storica maison ginevrina fondata nel 1830, il Gruppo Damiani compie un passo decisivo verso la diversificazione del proprio business. Come sottolineato in una nota ufficiale, l’obiettivo del gruppo italiano è quello di rafforzare il proprio portafoglio marchi, facendo leva sulla solida e capillare presenza nel mercato domestico e su una rete distributiva internazionale di eccellenza. Il piano strategico prevede il rilancio di Baume & Mercier sfruttando le sinergie operative e commerciali del network Damiani.

Per Richemont — che controlla giganti del calibro di Cartier, IWC e Jaeger-LeCoultre — la vendita si inserisce in un più ampio processo di affinamento della strategia globale. Il gruppo elvetico ha deciso di cedere l’attività, considerata non essenziale rispetto al proprio nucleo operativo principale.

Per assicurare una transizione ordinata e senza scossoni, Richemont continuerà a fornire servizi operativi a Baume & Mercier per un periodo di almeno dodici mesi dopo la firma definitiva. Il perfezionamento dell’operazione (il cosiddetto closing) è previsto per l’estate del 2026.

Sebbene Baume & Mercier non pubblichi bilanci separati essendo parte di un gruppo quotato, le analisi degli esperti di settore forniscono stime precise sulla salute finanziaria del marchio. Il fatturato annuo della società è valutato in una forbice compresa tra i 100 e i 150 milioni di dollari (pari a circa 79-118 milioni di franchi svizzeri).

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