Non poteva che essere accolta positivamente la notizia del provvedimento che porta da 89 a 108 milioni di euro il fondo destinato ai ristorni a favore dei Comuni di frontiera.
E così dopo l’intervento del presidente dell’associazione comuni di Frontiera, ecco quello di Anci Lombardia per mezzo del suo preside Mauro Guerra
Ecco la sua analisi:
Accogliamo con soddisfazione il provvedimento che porta da 89 a 108 milioni di euro il fondo destinato ai ristorni a favore dei Comuni di frontiera. È un riconoscimento importante, che risponde a un’esigenza rappresentata da tempo dai territori e consente di avvicinare le risorse disponibili ai ristorni effettivamente versati, che rimane una nostra richiesta strutturale sulla quale proseguiremo il confronto con Governo e Regione.
I ristorni sono risorse che i Comuni utilizzano per sostenere servizi, infrastrutture e interventi necessari in territori che ogni giorno vivono in modo concreto la dimensione transfrontaliera, a beneficio dei lavoratori frontalieri, delle loro famiglie e delle comunità locali”.
Va riconosciuta, prosegue Guerra, l’attenzione con cui il Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti ha seguito il tema, così come il lavoro svolto da Regione Lombardia e dall’assessore agli Enti Locali Massimo Sertori.
Il confronto istituzionale sviluppato in questi mesi ha consentito, di arrivare a un risultato che interessa direttamente i Comuni lombardi di confine. Risultato al quale ha contribuito anche il lavoro del Presidente dell’ACF Mastromarino. È importante anche la scelta di destinare ai territori di confine le risorse derivanti dal cosiddetto extragettito dei nuovi frontalieri, con l’obiettivo di sostenere gli investimenti e rafforzare le condizioni economiche dei territori interessati. Si tratta di un elemento innovativo che dovrà essere accompagnato da modalità di attuazione capaci di valorizzare concretamente il ruolo dei Comuni.
Ora è necessario dare continuità a questo lavoro, assicurando stabilità e prevedibilità delle risorse e proseguendo il confronto con le istituzioni del Canton Ticino. La collaborazione transfrontaliera funziona quando Governo, Regione, Comuni e istituzioni svizzere riescono a mantenere un dialogo costante e a considerare le esigenze concrete delle comunità di confine.
