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Salvi in 6, gli altri licenziati in Lombardia: ma il colosso paga e aiuta a trovare un nuovo lavoro

Si è conclusa con un’intesa economica la difficile vertenza che ha coinvolto Paramount Italia. Dopo mesi di trattative serrate tra il colosso statunitense dell’intrattenimento e le sigle sindacali, è stato definito il piano di uscita per i dipendenti della sede di Milano. L’accordo, basato sul criterio della non opposizione e sull’incentivazione all’esodo, segna la fine di un braccio di ferro iniziato lo scorso novembre.

I numeri dell’accordo: 29 uscite incentivate

Il perimetro finale della ristrutturazione riguarda 29 lavoratori (tra impiegati e quadri), rispetto ai 35 esuberi inizialmente annunciati dall’azienda (che includevano anche 5 dirigenti).

La trattativa è stata definita “lunga e tribolata” da Paolo Zanetti della Slc Cgil, che ha ripercorso le tappe del confronto:

  • Fase 1: I primi 45 giorni di confronto sindacale si sono chiusi con un nulla di fatto.

  • Fase 2: Il passaggio in Regione (30 giorni) ha permesso di raggiungere la quadratura economica.

  • Esito: Un pacchetto di garanzie approvato all’unanimità dall’assemblea dei lavoratori.

Il pacchetto economico: mensilità e bonus per le famiglie

L’intesa punta a garantire una solida base finanziaria per chi lascia il posto di lavoro. Il piano prevede:

  1. Fino a 27 mensilità complessive come base di incentivo.

  2. Scaglioni aggiuntivi legati all’anzianità di servizio.

  3. Bonus extra per i dipendenti con figli a carico o con disabilità.

“Si tratta di un accordo solido dal punto di vista delle garanzie economiche” ha confermato Zanetti, pur non nascondendo l’amarezza per la perdita di posti di lavoro in un settore strategico.

Supporto alla ricollocazione: 6 mesi di outplacement

Oltre all’indennizzo monetario, l’accordo introduce uno strumento di welfare attivo. Per i prossimi sei mesi, i lavoratori in uscita saranno affiancati da una società specializzata in outplacement incaricata da Paramount. L’obiettivo è trasformare l’uscita forzata in un’opportunità di ricollocamento rapido nel mercato del lavoro, mitigando l’impatto sulla carriera dei 29 professionisti coinvolti.

Le radici della crisi: dalla fusione con Skydance ai tagli a Milano

La crisi di Paramount Italia non è un caso isolato, ma l’onda lunga della fusione globale tra Paramount e Skydance avvenuta nell’ottobre 2025. Sebbene inizialmente i tagli sembrassero limitati al mercato statunitense, il 4 novembre la scure si è abbattuta sulla sede milanese, dove erano stati dichiarati 35 esuberi su una forza lavoro totale di 115 persone.

La denuncia iniziale dei sindacati aveva sollevato forti preoccupazioni etiche, segnalando il coinvolgimento di categorie fragili, tra cui una lavoratrice in maternità e dipendenti appartenenti alle categorie protette. L’accordo odierno, pur non avendo potuto salvare l’occupazione tramite ammortizzatori sociali, ha permesso di gestire queste posizioni con tutele economiche rafforzate.

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