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Scope, rastrelli e sorrisi: se il Comune non ci pensa, 70 genitori e ragazzi puliscono il parco della scuola Foscolo

Se non lo fa il Comune, ci pensano i genitori e i ragazzi. E’ questo, in estrema sintesi, ciò che ha spinto stamattina una settantina tra mamme, papà e alunni della scuola media “Foscolo” di via Borgovico a dedicare un sabato di sole a pulire il parco della scuola, esattamente come già fatto in altri momenti in altre due scuole del medesimo Istituto Comprensivo, la primaria “Corridoni” e la “Filzi” di Tavernola.

Una situazione tutt’altro che nuova, quella della scarsa – se non nulla – manutenzione del verde scolastico che però, oggi, in una scuola come questa suona ancora più beffarda alla luce del progetto dell’amministrazione Rapinese di spostare qui parte delle classi della “Corridoni”, per la quale si è decisa la chiusura che ha portato i genitori a fare ricorso al Tar (l’esito è atteso entro fine mese).

“Quello che abbiamo visto oggi qui, con una settantina tra genitori, alunni e ex alunni impegnati a pulire e mettere a posto un parco lasciato nel degrado totale dall’Amministrazione, non è una cosa che succede solo alla Foscolo, ma giornate come questa sono state già organizzate anche in altre scuole del nostro Istituto con una grandissima partecipazione – spiega infatti Simone Molteni, presidente del consiglio d’Istituto dell’IC Como Borgovico – come comunità abbiamo fatto vedere che da un problema si può tirare fuori un’opportunità, però non si può non vedere che questo è un problema che non dovrebbe essere a carico dei genitori, ma del Comune che non se ne occupa pur avendo le casse piene”.

Intanto, però, questa incredibile squadra di volontari non si è limitata a rastrellare l’erba e a piantare fiorellini, ma ha tagliato alberi caduti, strappato rovi e erbacce, riportato alla luce una pista di salto in lungo di cui si era persa memoria, tirato a lustro il campo di basket e il ninfeo e restituito agli alunni della scuola un parco bello e fruibile, ma soprattutto sicuro.

E a raccontarlo, con una gioia nella voce che non ti aspetti, sono soprattutto loro, i ragazzi e i genitori che si sono sporcati le mani e hanno impegnato una giornata di riposo alla loro scuola, come Matteo e Luca, che sono qui con il loro papà che ammette di aver fatto “una gran lavorata”, ma che raccontano che hanno deciso di dare una mano “perché mi piace l’idea che ci siano nuove possibilità sportive e sono affezionato alla mia scuola” e “mi piace aiutare, fare lavori manuali e poi questa era una cosa giusta e bella per lo sport”.

Lo sport, la stessa spinta che ha animato anche Giorgio, che spera “che la scuola possa avere nuove possibilità per nuovi indirizzi”, ma anche quella che ha portato qui Paolo, che giustamente la vede anche “come posto in cui si può anche giocare”

Poi c’è Eli, che è qui con il suo papà Nate, e che in seconda media ha già chiaro in mente che la scuola “è il posto in cui si viene ad imparare ed è bello tenerlo pulito”, o Lea che è qui con la sorellina Mia “per pulire il parco con i miei compagni e rendere la scuola migliore”.

E insieme a loro, che qui trascorrono i giorni di scuola, c’è anche Graziella, ex studentessa, pronta a regalare il suo tempo per far sì che il giardino torni a essere quello che ricordava: “In questo giardino ho trascorso tutte le ricreazioni e le pause pranzo ma purtroppo negli ultimi anni è stato molto trascurato – spiega – per questo è giusto aiutare, perché anche gli studenti di oggi possano passare bellissimi momenti all’aria aperta in sicurezza e divertendosi”.

E poi ci sono loro, i genitori, che si sono rimboccati le maniche e trasformati in giardinieri per il bene della scuola dei loro figli. Come Xavier Bosio, papà di un alunno di prima media: “Ho risposto all’appello di venire a pulire il parco della scuola perché ci va di mezzo la sicurezza dei bambini – spiega – c’erano tanti alberi caduti ed era necessario intervenire”.

Una mattinata che è stata un’occasione anche per Stefano Lovece, papà di due alunne, che si dice “Contento di aver visto tanta gente che si è data da fare per la scuola”, e per Francesca Gatti, qui con le sue de figlie, che dice: “Abbiamo messo in pratica Educazione Civica ma è stato anche un momento di partecipazione e condivisione, un modo pe sentirci parte di una comunità in cui siamo arrivate da poco e prenderci cura del parco è stata un’occasione concreta per contribuire personalmente a migliorare uno spazio comune, ma la cosa migliore è stata conoscere i genitori e avere la possibilità di lavorare fianco a fianco a compagni che nella quotidianità non riusciamo a frequentare”.

“Questa cosa ci preoccupa perché sembra parte di un disegno nel quale i cittadino servono solo a pagare le tasse mentre tutti i servizi, come mettere a posto scuole e palestre, avere parcheggi accessibili economicamente, avere piscine a prezzi calmierati, sembrano essere l’opposto del progetto del Comune, e mi rifaccio ad esempio alle ultime decisioni di togliere al futuro gestore della piscina Sinigaglia il vincolo sulle tariffe – conclude Molteni – ma la cosa peggiore è che la visione di togliere ai cittadini e dare ai privato senza vincolo alcuno non tutelando gli interessi dei comaschi è una visione legittima, ma non è mai stata esplicitata nel programma elettorale e, forse, andrà esplicitata nella nuova campagna elettorale”.

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