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Spazi chiusi, niente mostre, caro tariffe: una bara al Teatro Sociale per la cultura defunta

Trovata goliardica – benché dai toni certamente un po’ lugubri – di qualche anonimo polemista: una bara nera, adagiata su un drappo rosso e coperta da fiori (anch’essi moribondi).

E’ apparsa questa mattina davanti al Teatro Sociale di Como, ovviamente destando sorpresa e stupore in chiunque vi sia passato davanti.

Ignoti gli autori della trovata, che però sembra avere un significa piuttosto evidente visto il luogo prescelto: una sorta di funerale della cultura cittadina – forse della “città morta” in senso lato – benché proprio il Teatro Sociale sia il simbolo migliore e più attivo del panorama locale.

La provocazione, peraltro, giunge a coronamento di settimane in cui il tema dei problemi della cultura sono letteralmente esplosi: dalla clamorosa chiusura di tutti i principali luoghi espositivi comunali per carenze di certificazioni e sicurezza, fino al freschissimo rincaro di molte tariffe legato a sale, cortili, saloni per eventi culturali (e non soltanto).

Non ultimo, e anzi il richiamo all’iniziativa di questa mattina sembra forte, il funerale annunciato dai promotori di Marker, pochi giorni fa.

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La bara dunque come probabile metafora di un settore potenzialmente trainante per la città e invece ormai ridotto al lumicino. Anche tecnicamente, pare.

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