All’atto della vendita l’uomo, un 81enne svizzero, aveva detto di aver smarrito le chiavi di scorta. L’affare si era concluso comunque e l’uomo aveva venduto a un privato la sua Mercedes SL-350 per 20mila franchi.
Tutto normale se non fosse che il pensionato qualche mese dopo, per l’esattezza pochi giorni prima di Natale del 2024, si era recato a casa dell’acquirente e con le chiavi di scorta si era ripreso l’auto. Non solo, dopo aver smontato le targhe, aveva rimontato quelle vecchie.
Il piano ben congegnato prevedeva altri passaggi. L’81enne infatti aveva deciso di lasciare ferma la vettura per alcuni mesi in un garage e solo dopo è tornato a circolare. Scoperto è finito in tribunale. “Un modus operandi che – secondo la Corte, mostra chiaramente l’intenzione di riappropriarsi della vettura, e quindi di trarre (illecito) profitto dalla vendita».
Il pensionato è stato quindi ritenuto colpevole di truffa – come racconta 20 Minuten – e condannato dal Tribunale penale cantonale a una pena pecuniaria di 3’600 franchi sospesa per un periodo di due anni, e una multa – questa, da pagare – di 1’200 franchi.