Pedaggio dinamico contro il traffico: ecco come funzionerebbe
L’obiettivo della mozione è ridurre il sovraccarico della rete viaria nazionale, in particolare lungo gli assi nord-sud e le direttrici alpine. A differenza della classica vignetta autostradale, la nuova tassa avrebbe caratteristiche specifiche:
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Tariffa dinamica: L’importo verrebbe calcolato in base alla densità del traffico, all’ora e al giorno della settimana.
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Target mirato: Colpirebbe solo il traffico “di corridoio”, ovvero chi usa le strade svizzere come puro collegamento senza generare indotto economico locale.
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Esenzioni: Residenti in Svizzera e turisti che soggiornano nel Paese sarebbero esentati dal pagamento.
“Le nostre strade sono congestionate da un traffico che non porta alcun beneficio reale al Paese” ha dichiarato Marco Chiesa, sottolineando come l’infrastruttura venga spesso usata come un “corridoio gratuito”.
Dove finiranno i ricavi? Il dibattito sui fondi
Un punto cruciale della discussione ha riguardato la destinazione dei proventi. La CTT-N ha stabilito che le entrate dovranno confluire nel FOSTRA (Fondo per le strade nazionali e il traffico d’agglomerato). È stata respinta la proposta di dirottare i fondi verso l’infrastruttura ferroviaria (FIF), confermando la volontà di reinvestire le risorse direttamente nella rete stradale.
I dubbi del Consiglio Federale e i rischi con l’UE
Nonostante il sostegno parlamentare, il percorso non è privo di ostacoli. Il ministro dei trasporti Albert Rösti ha espresso diverse perplessità:
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Relazioni con l’Europa: Sebbene la tassa non violi formalmente gli accordi con l’UE, non è chiaro come Bruxelles potrebbe reagire a una simile barriera tariffaria.
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Definizioni ambigue: Cosa si intende per “permanenza significativa”? Rösti ha sollevato dubbi pratici: “Come comportarsi con chi si ferma solo per un caffè o un pasto?”.
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Costi amministrativi: L’attuazione richiederebbe una sorveglianza capillare di tutti i valichi di confine, un’operazione complessa e potenzialmente molto costosa.
Il prossimo passo: il voto in aula
Mentre la maggioranza vede nella tassa una soluzione ai problemi ambientali e logistici dei residenti (come sostenuto anche da Stefan Engler per il Canton Grigioni), una minoranza in aula darà battaglia. Il timore principale riguarda l’onere amministrativo che potrebbe superare i benefici reali della riscossione.