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Tassa sulla salute, si fa largo l’ipotesi di un rinvio. Ecco cosa si sa

A L’indiscrezione, comparse sulle colonne del Cdt, è di quelle importanti. Soprattutto dopo tute le discussioni che si sono succedute dall’entrata in vigore – anche se non ancora applicata – della tassa sulla salute per i vecchi frontalieri.

Sembra infatti che l’asse diplomatico tra Berna e Roma si stia indirizzano su un possibile congelamento della tassa sulla salute.

Un’ipotesi  posticipo dunque che nasce da una nota congiunta firmata dalle rispettive autorità che sottolinea come Svizzera e Italia abbiano aperto un dialogo per approfondimento specifiche questioni fiscali.

In quest’ottica, entro la fine del mese corrente è già stato calendarizzato un vertice strategico a Roma. L’incontro vedrà protagonisti la consigliera federale Karin Keller-Sutter, vertice del Dipartimento federale delle finanze (DFF), e il ministro dell’Economia e delle Finanze italiano, Giancarlo Giorgetti.

Verso soluzioni condivise e cooperazione bilaterale

Nel comunicato emesso congiuntamente, il DFF e il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) hanno confermato l’avvio di un’interlocuzione mirata a sviscerare i dossier fiscali di mutuo interesse bilaterale.

Da fonti governative romane si apprende che l’input per il faccia a faccia è giunto direttamente da Keller-Sutter. Le medesime fonti precisano che i rapporti istituzionali e personali con il ministro Giorgetti si mantengono buoni e decisamente cordiali. La finalità del summit è tracciare un bilancio del lavoro finora svolto e impostare i passaggi successivi.

Tra le tematiche calde sul tavolo figurano i nodi applicativi dell’Accordo sui frontalieri siglato nel 2020, insieme a ulteriori dossier collegati che gravano sulla fascia di confine.

Ristorni dei frontalieri: la settimana decisiva a Bellinzona

Il confronto diretto tra Berna e Roma, fortemente sollecitato dalle autorità ticinesi, è dunque entrato nella fase operativa. All’inizio di giugno, il presidente del Consiglio di Stato ticinese aveva espresso chiaramente l’auspicio che si aprisse un dibattito sul tema, presentando pubblicamente gli esiti di una perizia giuridica commissionata dallo stesso Cantone. Secondo tale documento, la tassa sulla salute si configura a tutti gli effetti come un’imposta e non come un mero contributo; di conseguenza, la sua imposizione ai lavoratori frontalieri si tradurrebbe in una violazione palese dei patti fiscali in vigore tra Svizzera e Italia.

 Il Consiglio di Stato, intenzionato a esercitare pressione e a reagire a quello che definisce un comportamento lesivo degli accordi internazionali da parte italiana, valuta da tempo la sospensione o il taglio dei ristorni dei frontalieri.

Si tratta di un nodo politico che impone una deliberazione entro il 30 giugno. Il Governo ticinese si riunirà nei prossimi giorni — con una decisione teoricamente attesa per la seduta ordinaria di mercoledì 24 giugno — e la chiara percezione è che Berna voglia disinnescare qualsiasi mossa unilaterale del Ticino che possa compromettere o irrigidire i rapporti diplomatici con l’Italia.

La posizione della Lombardia e il dietrofront del Piemonte

È precisamente in questo delicato scenario che ha preso quota l’ipotesi di una proroga o di un differimento della tassa sulla salute. Sul fronte delle Regioni italiane si registrano però posizioni distinte. Se il Piemonte ha scelto la via della prudenza — con il sottosegretario alla presidenza Alberto Preioni che ha chiarito l’inopportunità di procedere in assenza di un quadro normativo statale d’obbligo cristallino —, la Lombardia ha finora mantenuto una linea intransigente. Alla fine di maggio, Massimo Sertori aveva ribadito il dovere di applicare una norma votata dal Parlamento di Roma, indicando il mese di settembre come finestra temporale per l’avvio operativo.

Contattato recentemente, l’assessore lombardo Sertori ha specificato che la Regione ha formalmente inoltrato al MEF una richiesta di chiarimento circa le modalità applicative e le scadenze temporali: “Ben venga se, a seguito del confronto con la consigliera federale, giungeranno risposte definitive. Ci sono elementi cruciali in discussione e nei prossimi giorni avremo un quadro più delineato”.

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