“Se dico una cosa la faccio, l’ho fatta l’anno scorso e fino a che non sano le posizioni delle Elevate Qualificazioni non metto un centesimo sul tavolo. Possono scioperare anche per tutto l’anno e non cambia nulla, quindi se vogliono scioperare per tutto l’anno lo facciano”. Sono le parole del sindaco di Como, Alessandro Rapinese, che intervistato ieri, venerdì 30 gennaio, sullo sciopero proclamato dai dipendenti di Palazzo Cernezzi è stato netto.
La questione è questa: Como, scontro totale su 179mila euro revocati e sugli scatti bloccati: è sciopero. “La dignità non ha prezzo”.
Così oggi è arrivata la replica delle Rsu e dei sindacati:
Le esternazioni del sindaco di ieri sera ad espansione ti rappresentano una narrazione fallace. Lo sciopero è frutto di un percorso con i lavoratori e le lavoratrici che hanno partecipato ad un’assemblea con numeri mai visti. Bisogna avere sempre rispetto di chi rinuncia ad un giorno di paga (con questi stipendi da fame) per rivendicare proprie legittime posizioni.
È comprensibile che un sindaco che ha il privilegio di non aver mai scioperato per rivendicare alcunché possa non comprendere fino in fondo chi questo privilegio non lo ha. Un’altra cosa però è lo scherno: i dipendenti non sono dei robottini che funzionano a gettoni. Sono proprio il sindaco e la sua giunta ad aver messo il personale nelle condizioni di giungere a questo decisione estrema. E sono proprio il sindaco e la sua giunta che sono chiamati a risolvere la questione tenendo conto delle esigenze del proprio personale.
RSU
Fp cgil macrì
CISL fp praticó
Uil FPL coppia
Cobas pi Aurola
CSE flfp bazzea