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Tessile in lutto a Como, è morto Carlo Viganò: imprenditore visionario dalla gigantesca cultura. L’amore per l’arte e l’amicizia con Radice

Un signore d’altri tempi, misurato, elegante, appassionato e coltissimo. Questo era Carlo Viganò, imprenditore serico e anima dell’impresa di famiglia, le Seterie Argenti di Tavernerio, scomparso oggi all’età di 88 anni.

Erede, nel dopoguerra, dell’azienda di famiglia insieme ai fratelli Peppino e Alberto, Carlo Viganò è stato non solo un grande imprenditore in grado di cogliere le trasformazioni del mercato tessile, le innovazioni tecnologiche e le evoluzioni del gusto e della moda, traghettandola, insieme alla moglie Rosanna Spagnoli, nell’era contemporanea, ma ha rivolto il suo sguardo attento e amante del bello anche al mondo dell’arte contemporanea, al quale si era avvicinato quasi per caso, che influenzò profondamente anche l’evoluzione del gusto delle collezioni tessili Argenti.

Erano infatti gli anni Ottanta quando il pittore Mario Radice contattò sua moglie Rosanna chiedendole di poter rivedere il ritratto del padre, il dottor Spagnoli, da lui dipinto anni addietro. Da lì nacque non solo una profonda amicizia, ma anche una passione che portò Viganò a dare vita a una splendida collezione privata, ma soprattutto a conoscere e frequentare personalmente artisti come Angelo Tenchio, Paolo Minoli, Bruno Munari, Carla Badiali, Nicola Salvatore, Marco Perego, Giuseppe Veneziano, Cristian Leperino e Maria Lai fino a Max Huber, autore del logo dell’azienda.

Un amore che Viganò ha saputo coniugare anche con l’attenzione ai più deboli, con mostre, aste e iniziative in favore, tra gli altri, della Cooperativa sociale Sim-patia di Valmorea della quale, insieme alla moglie, è sempre stato attento sostenitore.

Una piccola curiosità in una vita costellata di successi e incontri luminosi, Carlo Viganò negli anni Cinquanta fu mediano di spinta e capitano della squadra giovanile del Como 1907 sfidando l’allora giovanissimo Giovanni Trapattoni in una memorabile partita Milan-Como a San Siro.

“Questa mattina, purtroppo, è mancato il nostro grande papà – sono state le parole affidate ai social dal figlio Michele Dino che, con la sorella Cristina, ne ha raccolto l’eredità alla guida dell’azienda – grande per il suo fisico e perché grandi erano la sua bontà e i suoi ideali che ci ha trasmesso fino all’ultimo giorno. Grande perché ci ha insegnato la pacatezza, la passione per l’arte, la determinazione nel lavoro e la passione per lo sport”.

I funerali si terranno mercoledì 17 giugno alle 15 presso la chiesa di Santa Brigida a Ponzate.

La camera ardente sarà allestita lo stesso giorno dalle ore 11 presso la sede delle Seterie Argenti a Tavernerio.

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