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Un minuto prima al lavoro, un minuto dopo licenziati in tronco: bufera sulla multinazionale in Lombardia

Un licenziamento fulmineo, senza preavviso e, secondo i sindacati, senza alcuna volontà di ricollocamento. È bufera sulla ABB, multinazionale che in Italia conta oltre 5.000 dipendenti, a causa dell’allontanamento di due lavoratori del magazzino Elip di Vittuone. La motivazione ufficiale parla di “giustificato motivo oggettivo” legato a una riorganizzazione logistica, ma la Fiom-Cgil non ci sta e parla di un comportamento da “piccola impresa padronale”.

Il racconto: “Due anni di lavoro, poi quella è la porta”

La testimonianza di uno dei due lavoratori coinvolti, un quarantacinquenne con due anni e mezzo di anzianità, restituisce la durezza del momento: “Martedì ero al lavoro quando mi hanno chiamato in ufficio. Mi hanno consegnato la lettera e mi hanno subito accompagnato alla porta. Non ho mai ricevuto un addebito in vita mia” .

Il motivo del provvedimento sarebbe il trasferimento del magazzino a Vicenza per abbattere i costi. Tuttavia, la rapidità e le modalità dell’operazione hanno innescato una reazione a catena in tutti gli stabilimenti del gruppo.

La denuncia della Fiom: “Ricollocazione negata”

Secondo Mirco Rota, coordinatore nazionale Fiom per il gruppo ABB, la scelta dell’azienda è inaccettabile: “ABB cerca di mostrarsi all’esterno come una realtà moderna con relazioni industriali avanzate, ma nei fatti agisce ignorando il confronto con le Rsu. Hanno usato la riorganizzazione come pretesto per non ricollocare due persone, nonostante le dimensioni del gruppo.”

Proteste in tutta Italia: da Dalmine a Pomezia

La risposta dei lavoratori non si è fatta attendere. Uno sciopero di due ore ha bloccato non solo lo stabilimento di Vittuone, ma ha visto la partecipazione solidale dei siti di:

  • Lombardia: Dalmine, Bergamo, Sesto San Giovanni.

  • Lazio: Frosinone e Pomezia.

  • Altre sedi: Tremezzina.

Un territorio che si impoverisce

Antonio Del Duca, segretario della Fiom Cgil Ticino Olona, sottolinea come questo sia solo l’ultimo tassello di un disimpegno progressivo: “ABB sta penalizzando il territorio. Dopo la chiusura dei trasformatori a Legnano e il ridimensionamento di Vittuone, il prossimo anno altri 200 lavoratori verranno spostati nell’area ex Expo di Milano”.

L’area industriale di Vittuone, un tempo cuore pulsante della metalmeccanica con i suoi 60mila metri quadrati, appare oggi specchio della crisi: in gran parte dismessa da ABB, ospita ora la logistica di altri marchi come Stellantis e Balconi, lasciando presagire un futuro incerto per il comparto produttivo locale.

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