Il progetto della TESM (Tangenziale Esterna Sud Milano) si scontra con un muro di opposizione sempre più compatto. Dopo la presa di posizione ufficiale di 14 sindaci del territorio, anche 30 associazioni ambientaliste hanno inviato un appello congiunto alla Regione Lombardia e alla Città Metropolitana per chiedere lo stralcio immediato dell’opera dal Piano regionale della mobilità.
Un’autostrada nel cuore del Parco Agricolo Sud
Il tracciato contestato prevede un percorso di circa 21,8 chilometri che collegherebbe Melegnano (Tangenziale Esterna) a Binasco (A7 Milano-Genova). Per gli oppositori, si tratta di una “copia carbone” della vecchia TOEM, il progetto già bocciato e archiviato cinque anni fa.
Il timore principale riguarda l’impatto ambientale: la nuova autostrada a pedaggio attraverserebbe il Parco Agricolo Sud Milano, causando un consumo di suolo irreversibile e danni diretti alle aziende agricole della zona.
La mobilitazione bipartisan dei Comuni
La protesta non ha colore politico. I sindaci di comuni come Binasco, Pieve Emanuele, Casarile, Locate Triulzi e Vizzolo Predabissi (tra i 14 firmatari) sottolineano come l’opera non servirebbe a risolvere il traffico locale, che rappresenta il 90% del flusso sulla attuale SP40 Binaschina.
“Questa proposta non risolve i problemi della mobilità e sottrae risorse a interventi più urgenti e meno costosi”, si legge nella lettera inviata al Presidente Attilio Fontana.
Le alternative: riqualificazione e trasporti pubblici
Associazioni come WWF, Legambiente, Italia Nostra e Touring Club propongono una strada diversa. Invece di costruire una nuova autostrada, la priorità dovrebbe essere:
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Riqualificare la SP40 Binaschina: l’attuale arteria è spesso congestionata e necessita di interventi di messa in sicurezza.
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Potenziare le strade provinciali esistenti: interventi mirati su SP28, SP30 e il raddoppio della ex SS 412.
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Investire nel trasporto pubblico: rafforzare i collegamenti verso Milano per i pendolari, evitando nuove barriere di asfalto.
Perché il territorio dice “No” alla TESM
Secondo i dati tecnici citati dai firmatari, esperienze passate come BreBeMi e TEEM non avrebbero portato i benefici sperati in termini di riduzione del traffico, risultando spesso sottoutilizzate a causa dei pedaggi elevati. Il rischio, per il Sud Milano, è quello di sacrificare il paesaggio e l’agricoltura per un’infrastruttura che non risponde alle reali esigenze di chi vive e lavora nell’hinterland.
La parola passa ora alla Regione Lombardia, chiamata a decidere se confermare la previsione della tangenziale nel nuovo Piano della mobilità o ascoltare il coro di proteste che sale dal territorio.