Si conclude ufficialmente, dopo quasi tre mesi di serrate e durissime trattative, la complessa vertenza Airpack. Nella ore scorse l’assemblea dei lavoratori riunita in presidio permanente davanti ai cancelli dello stabilimento ha espresso un voto favorevole all’unanimità. L’approvazione riguarda l’ipotesi di accordo siglata solo poche ore prima presso gli uffici di Regione Lombardia, mettendo fine a uno dei conflitti sindacali più tesi del lodigiano.
Cronistoria della crisi: dal 16 febbraio al presidio h24
La crisi era esplosa lo scorso 16 febbraio 2026, quando l’azienda — leader nella produzione di imballaggi protettivi in polietilene e polipropilene — aveva annunciato l’avvio delle procedure di mobilità per 41 addetti. Da quel momento, il confronto si è scontrato con una posizione aziendale inizialmente intransigente, portando le sigle sindacali Filctem Cgil e Femca Cisl a organizzare un presidio permanente attivo 24 ore su 24 davanti ai cancelli del sito produttivo.
I dettagli dell’accordo: indennità e il “Job Day” aziendale
Il punto di svolta è arrivato lunedì, al termine di un confronto fiume durato quattro ore in sede regionale, che ha visto la partecipazione delle segreterie territoriali e dei rappresentanti legali della proprietà Airpack. L’intesa raggiunta definisce le condizioni per l’uscita del personale attraverso un articolato sistema di tutele:
-
Pacchetto di indennità: Riconoscimento economico per tutti i dipendenti coinvolti nel licenziamento collettivo.
-
Riqualificazione professionale: Accesso immediato ai percorsi regionali di formazione per facilitare il reimpiego.
-
Politiche attive di ricollocazione: L’azienda si è impegnata a finanziare integralmente un “Job Day” dedicato. Durante l’evento verranno invitati fornitori e clienti del settore imballaggi per favorire l’assorbimento della manodopera in uscita.
-
Supporto tecnico e logistico: Ogni lavoratore potrà usufruire di consulenze specializzate per la ricerca attiva di una nuova occupazione.
Fine dello stato di agitazione e prossimi step
Con il voto unanime dei lavoratori, cessa ufficialmente lo stato di agitazione e lo sciopero. Nelle prossime settimane, sindacati e dirigenza si incontreranno nuovamente per definire le procedure tecniche e le pratiche amministrative relative all’erogazione delle spettanze economiche.
La vertenza si chiude con la cessazione definitiva dell’attività produttiva di Airpack nel Lodigiano, ma con l’attivazione di un paracadute sociale decisamente più solido rispetto alle premesse dello scorso febbraio, garantendo strumenti concreti per il futuro professionale dei 41 dipendenti coinvolti.