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VIDEO Commercianti e Confesercenti in piazza. Casartelli: “Qui i disagi di una categoria già penalizzata”

Questa mattina, martedì 17 novembre, Confesercenti e gli ambulanti sono scesi in piazza a Porta Torre per manifestare i disagi e le difficoltà che la categoria sta affrontando in questo momento.

Presente al flash mob il presidente dell’associazione, Claudio Casartelli, che ha riportato i problemi di ambulanti e commercianti.

“Siamo qui per rappresentare un disagio di una categoria già fortemente penalizzata e che non si aspettava con l’inizio dell’autunno un ulteriore danno economico – ha spiegato Casartelli – gli ambulanti si sono trovati ancora chiusi, 200 bancarelle dietro a cui ci sono altrettante famiglie. I ristori non sono sufficienti a dare sollievo a una categoria all’osso. Non capiamo, poi, perché siano state escluse alcune categorie dal mercato: articoli che si possono vendere in altri ambiti ma non al mercato”.

E ha aggiunto: “Chiediamo che le categorie escluse abbiano la possibilità di tornare al mercato. Inoltre, di trovare misure per garantire la sicurezza, che al mercato era già garantita, e permettere agli altri operatori di poter tornare a fare il proprio lavoro”.

Presenti alla manifestazione, insieme a una trentina di persone – distanziate, con le mascherine, perfettamente nel rispetto delle normative anti Covid – anche l’assessore Marco Butti e il coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia Stefano Molinari.

In prima linea, alla manifestazione, anche Angelo Basilico direttore di Confesercenti.

“C’è confusione nella gestione del Covid – così Basilico – è assurdo che alcuni negozi possano aprire e invece il banco di mercato no. Il mercato è sicuro, le persone stanno distanti. La tassa di occupazione del suolo pubblico, poi, è stata abolita da marzo fino a ottobre ma adesso è uscita quella da pagare per il 2021. Nel momento in cui gli operatori non hanno introiti e non possono lavorare, diventa complicato pagarla”.

Tra gli esercenti che hanno manifestato Maurizio Marelli, al Mercato di Como dal 1983, che ci racconta il suo punto di vista.

“E’ la peggiore situazione in cui ci potessimo trovare – spiega – Perdere la stagione primaverile è stato già un grosso problema, ora perdere il Natale sarebbe disastroso per tutto il commercio italiano. E’ un domino, se il commercio italiano è bloccato e i politici non ascoltano né le associazioni né chi lavora, è la fine. Chiediamo che il Governo italiano collabori con opposizioni e associazioni di categoria per far ripartire il Paese nella maniera giusta, poi di ricominciare a lavorare. Non sarà facile, ma è il primo passo da fare”.

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