Gli attivisti del gruppo “Cominciamo da Como” si sono letteralmente incatenati ai bagni pubblici del sottopassaggio della zona Porta Torre-piazza Vittoria.
“I bagni pubblici sono un servizio necessario e dovuto a tutte le persone che abitano o vivono una città – spiegano dal gruppo – Como è una città turistica, e non è pensabile che non sia in grado di garantire un servizio fondamentale come quello dei servizi igienici; ma Como è anche e soprattutto città di frontiera, e che quindi volente o nolente deve affrontare il problema delle migrazioni”.

“A Como ci sono decine e decine di persone (non solo migranti, ma anche italiane) che non hanno una casa: non si può pensare di avere dei bagni pubblici aperti solamente durante i giorni di mercato e solamente in determinate, brevissime, fasce orarie – prosegue la rivendicazione del gesto – si costringono di fatto le persone senza fissa dimora ad espletare i propri bisogni in mezzo alla strada, alimentando notevolmente l’intolleranza dei cittadini comaschi nei confronti di chi è costretto, suo malgrado, ad adattarsi a precarie ed infelici condizioni di vita”.

“Non è più accettabile che Como sia governata da chi non ha il minimo rispetto per la dignità umana – cocludono – A seguito degli avvenimenti delle ultime settimane e della debole, incerta ed inefficace risposta che le istituzioni hanno dato, è in corso l’occupazione dei bagni pubblici del sottopassaggio di piazza Vittoria. I bagni pubblici devono essere aperti 24 ore su 24, 7 giorni su 7”.