Non si placano le polemiche sulle riaperture in vista della zona gialla (anche per Como e Lombardia a partire da lunedì 26 aprile).
Alle fortissime perplessità arrivate da ogni parte su coprifuoco confermato alle 22 e via libera alla ristorazione ma solo all’aperto si aggiunge la voce dell’assessore al Commercio del Comune di Como, Marco Butti.
“A 3 giorni dall’entrata in zona gialla, un pensiero a bar e ristoranti che dovranno nuovamente comunque cimentarsi con regole assai rigide, nonostante ingenti investimenti fatti già nel corso del 2020, per adeguarsi alle norme post lockdown, anche per garantire sicurezza e rispetto dei protocolli all’interno dei locali”, dice Butti.

E quindi, pur con garbo, ecco arrivare la bocciatura ai provvedimenti del Governo: “Resto convinto che le misure introdotte comporteranno per alcune di realtà l’impossibilità di tornare ad un pizzico di normalità, non potendo disporre di dehors e spazi all’aperto, pur con lo sforzo doveroso di tutte le Amministrazioni locali che, indipendentemente dal colore politico, si sono adoperate e si stanno adoperando per provare a dare una risposta a tutti”.

Continua: “Considerata la difficoltà oggettiva a poter accontentare tutti, si fatica a capire come mai non siano state adottate regole con contingentamenti per l’interno, tenuto conto che, in altri settori, , si potrà tornare anche all’interno. Per questo non resta che affidare le sorti delle riaperture alle condizioni meteo…..come dire “Giuliacci pensaci tu!”. Quanto al tanto dibattuto coprifuoco è acclarato che il Comitato Tecnico Scientifico, solitamente usato come scudo protettivo davanti a decisioni “scomode”, abbia dichiarato di non averne mai parlato e discusso, rimandando la scelta ad una precisa volontà politica. A tale riguardo lasciano il tempo che trovano i post, i cinguettii e le dichiarazioni di chi si lamenta per la decisione, pur avendo il proprio partito rappresentato al Governo”.