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Cronaca

Chiude il Ferrotel di Ponte Chiasso: 5 dipendenti verso il licenziamento. Cisl: “Fulmine a ciel sereno”

Chiude il Ferrotel di Ponte Chiasso. Per chi non lo conoscesse è una struttura-dormitorio a disposizione del personale delle Ferrovie dello Stato dove è possibile dormire per i dipendenti che fanno i turni notturni la cui gestione è stata appaltata al Consorzio Stabile Gas di Roma.

“E’ stato un fulmine a ciel sereno, soprattutto perché la struttura negli ultimi anni ha subito diversi lavori di ristrutturazione e ammodernamento – spiega Filippo Ghibaudi della Cisl di Como – Di fronte a questo annuncio quindi ci sono cinque dipendenti, non giovanissimi, in media hanno 50 anni, che rischiano di rimanere senza lavoro e stipendio. Sono coloro che si occupavano della gestione e della pulizia della struttura”.

Il Ferrotel, uno dei 14 rimasti in Italia visto che negli ultimi anni sono andati diminuendo, è aperto h24 tutti i giorni e permette al personale di riposare tra un turno e l’altro, soprattutto di notte, ma anche di pranzare portandosi il pasto da casa. Le strutture in Italia ospitano, mediamente, 550 persone al giorno e garantiscono un’offerta potenziale di circa 300 mila soggiorni l’anno. Con la chiusura quindi il Gruppo Ferrovie dovrà trovare una soluzione alternativa, magari in convenzione con strutture private, ma al momento non sono state date indicazioni ai dipendenti.

“Chiediamo che il gruppo si metta una mano sul cuore e trovi una ricollocazione per questi dipendenti, tra i quali ci sono anche madri single che sarebbero in estrema difficoltà senza lavoro” ha aggiunto Ghibaudi.

“A fine luglio i cinque dipendenti hanno ricevuto una lettera di licenziamento a far data dal 30 settembre –  spiega Antonio Mastroberti, responsabile dell’ufficio vertenze Cisl – Noi abbiamo impugnato questi licenziamenti dato che c’è il blocco imposto dal Governo per via del Covid ma proprio ieri i dipendenti hanno ricevuto una seconda lettera che conferma la decisione. Se necessario faremo ricorso a un giudice”.

Sulla questione è intervenuto il consigliere regionale del Pd, Angelo Orsenigo:”Gli esuberi, comunicati nei scorsi giorni, è contrario al blocco del licenziamenti previsto dal Governo con il Decreto Rilancio dello scorso marzo e la proroga arrivata lo scorso agosto. In questo momento di crisi, è imperativo aiutare quanti più lavoratrici e lavoratori possibile a scampare a disoccupazione e incertezza economica”.

“Per questo tengo ad esprimere la mia solidarietà e supporto per il personale Ferrotel e per Cisl dei Laghi che si sta battendo perché i diritti non vengano calpestati – conclude Orsenigo – Parliamo di persone con esperienza di camerieri ai piani e addetti alle pulizie: percorsi professionali che certamente possono costituire una risorsa per Ferrovie dello Stato. E’ quindi possibile che Ferservizi, la cui responsabilità nella vicenda è chiara vista la decisione di chiudere la struttura di Chiasso, non sia in grado di integrare cinque lavoratori dal futuro minacciato e dall’esperienza certamente utile? La risposta è semplice: si faccia il possibile per trovare un accordo e tutelare chi chiede semplicemente di poter continuare a lavorare”.

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