RADIO COMOZERO

Ascolta la radio
con un click!

Attualità, Cultura e Spettacolo

A Como l’artista che non ti aspetti e ritrovi l’iperrealismo: “Io, la sfida infinita del volto umano e la nonna della matita”

Un artista autodidatta, una matita sempre in tasca e la ricerca ostinata della perfezione. Roberto “gr.afite” Gennaro si racconta tra treni, ritratti e nuove sperimentazioni a olio.

“Sono autodidatta in quasi tutto”. Roberto Gennaro, milanese di nascita e comasco d’adozione, si definisce così, con semplicità. La grafica è il suo mestiere da oltre venticinque anni, ma la formazione risale agli anni Novanta: “Oggi è quasi vintage. In questo lavoro devi aggiornarti continuamente”.

Diverso, invece, il percorso artistico: “Non ho fatto accademie. È passione, allenamento e ricerca”. Il disegno entra nella sua vita da bambino, grazie alla sorella Laura: “È stata la prima a trasmettermi questa passione. Da lì ho capito che sarebbe rimasta con me”.

Una presenza costante, anche se non lineare: “Non ho disegnato per quarant’anni di fila. Ci sono pause, ripartenze. Ma è come andare in bicicletta: non si dimentica”.

Negli ultimi sei anni, però, qualcosa è cambiato: “Ho ripreso seriamente in mano le matite. È diventata una ricerca: dello stile, del segno, della precisione. Disegno ovunque, sul treno, al bar (Carisma in via Lambertenghi dove lo si può spesso incontrare, Ndr), a casa. Ho sempre un blocco e le matite con me. Molti lavori nascono così, tra una tratta e l’altra. Oggi, però, si apre una nuova fase, sto lavorando a ritratti a olio. È una svolta importante e mi sta dando grandi soddisfazioni. Il cuore del suo lavoro è proprio il ritratto. “È la massima espressione della tecnica. Se sbagli un millimetro, si deforma tutto. L’anatomia ha una matematica precisa: sta all’occhio e alla mano tradurla”.

Una sfida continua, anche interiore: “Mi piace sbagliare, perché so che dopo arriva il miglioramento. Sto cercando di diventare un realista. Ma mi interessa anche il figurativo, con simbolismi e proporzioni studiate. Voglio che chi guarda trovi qualcosa oltre l’immagine, perché, il ritratto non è mai neutro, da una foto serena può emergere un’emozione opposta, dipende da luce, ombra, sensibilità”.

Il punto di riferimento è chiaro: l’iperrealismo. “Mi affascina dare l’illusione della realtà su un foglio bianco. È una soddisfazione enorme”. Roberto “gr.afite” Gennaro lavora su commissione, ma non rinuncia alla ricerca personale: “Cerco la bellezza della forma, ma anche la verità. Se ambisci all’iperrealismo, devi inseguirla”.

Le tecniche spaziano dalla matita al carboncino, fino alla sanguigna: “La chiamo la ‘nonna’ della matita. Con gesso e carboncino dà una profondità incredibile. È una tecnica antica, nobile”. Nessuna etichetta rigida, dunque, ma una direzione chiara: “Dentro ogni ritratto metto me stesso e cerco di trasmettere qualcosa a chi guarda. Il volto umano è una sfida infinita. Ed è lì che voglio arrivare”. Instagram: @gr.afite

© RIPRODUZIONE RISERVATA
TAG ARTICOLO:

Potrebbe interessarti: