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Como Città della Musica, un festival chiamato trionfo per la gioia di Barbara: “Nel 2027 i vent’anni e il sogno di quel palco galleggiante…”

Si è chiusa ieri, 12 luglio, la 19^ edizione del Festival Como Città della Musica, l’evento organizzato dal Teatro Sociale di Como-AsLiCo con la Società dei Palchettisti e la collaborazione del Comune che ogni estate, da quasi vent’anni, illumina la città con musica e spettacoli di assoluto prestigio trasformandola in un vero e proprio palcoscenico diffuso.

A tirare le somme di questa edizione è Barbara Minghetti, direttrice della programmazione con il cuore da sempre rivolto a rendere accessibile e condiviso il mondo del teatro.

Il Festival si è appena concluso: se dovesse scegliere un’immagine, un momento di queste due settimane per riassumerlo, quale sarebbe?

Più che un momento, sarebbe una sensazione: quella di aver visto quanto sia forte lo stare insieme attraverso la cultura, l’arte e la musica. Tutto questo il Festival credo lo esprima all’ennesima potenza con il progetto 200.com, dove il teatro è davvero fatto dalla gente per la gente. Ma l’abbiamo visto anche con le trecento persone arrivate ad assistere al concerto all’alba a Villa del Grumello o al tramonto a castello Baradello, con gli appuntamenti dedicati ai bambini nei parchi o la passeggiata musicale. Quello che mi porto a casa è davvero la consapevolezza della necessità di stare insieme con un atto artistico, in questo caso favorito anche da contesti meravigliosi.

Proprio parlando dei luoghi che, al di fuori dell’arena e del Teatro, questa edizione ha toccato anche contesti nuovi come gli alberghi cittadini e alcuni quartieri più periferici. Come è andata?

Abbiamo giocato sulla bellezza. Siamo stati in grandi alberghi come lo Sheraton, Villa Flori o sul rooftop dell’Hilton, ma anche al parco Negretti di Rebbio, in Valbasca a Lipomo, sul lungolago con artisti di strada di assoluto prestigio. E, per fare un bilancio del gradimento anche di questi appuntamenti diffusi, ci è basato vedere la corsa ad accaparrarsi i posti. C’era chi si è portato la coperta da picnic, chi qualcosa da bere: è un modo per rendere la musica più accessibile, di facile fruizione, con generi anche diversi come lo swing.

Questa edizione, oltre ad aver visto ancora una volta sul palco il grandioso progetto partecipativo del coro dei 200.com, ha ospitato anche la performance di videomapping curata da Olo Creative Farm che ha accompagnato i Carmina Burana e appuntamenti per gli under 30 come Arena 360° Random, una festa a caso. Come è stata la risposta del pubblico?

Sono stati tutti appuntamenti molto apprezzati dal pubblico. Il progetto 200.com è ormai profondamente radicato a Como e mi piacerebbe poterlo “esportare” anche in altre città, mentre per quanto riguarda il progetto di videomapping in sincro con la musica, è un progetto di grande impatto visivo che si sta diffondendo anche all’estero per diversi generi musicali e avere gli Olo a Como è una grande fortuna. E anche la festa, nonostante la minaccia di pioggia, è stata un appuntamento di gioia nel quale si è ballato e cantato per il piacere di stare insieme.

Qual è secondo lei il segreto del successo di un evento diffuso come questo?

Oltre alla qualità degli eventi, è sicuramente la collaborazione con diverse realtà. Oltre alla disponibilità dei Palchettisti e all’appoggio del Comune di Como, abbiamo potuto contare sulla Regione, su Fondazione Cariplo, Confcommercio, Asf, Slow Lake, albergatori, associazioni fino al Fringe Festival di Milano. E’ stata un’edizione frutto di dialogo e condivisione.

L’anno prossimo sarò un anniversario importante, il ventesimo anno del Festival Como Città della Musica. State già pensando a qualcosa di speciale?

Abbiamo da poco festeggiato i trent’anni di Opera Domani e non abbiamo ancora preso in mano il progetto per il prossimo Festival, ma lo faremo a breve. Stiamo però già lavorando al progetto 200.com, che è la parte più impegnativa, e sicuramente anche la prossima edizione avrà degli appuntamenti diffusi sul territorio. Resta ovviamente il sogno di una grande palco galleggiante sul lago, ma per il momento resta ancora nel cassetto.

Le immagini di questa edizione

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