Da diverso tempo, la Fondazione COMO ARTE ETS è impegnata in progetti dagli importanti risvolti sociali, a Como, dove opera nell’ambito della promozione dell’arte e della cultura contemporanea. Nel dicembre 2023, dopo un primo incontro con il Direttore della Casa Circondariale di Como, Fabrizio Rinaldi, è nata l’idea di progettare e allestire una collettiva contemporanea all’interno del penitenziario. L’obiettivo della Fondazione è stato, anzitutto, il coinvolgimento dei detenuti con un ruolo attivo nell’iniziativa, sia da un punto di vista artistico, sia come accompagnatori dei futuri visitatori agli spazi detentivi.
Grazie all’importante lavoro condotto insieme alla Direzione dell’Istituto, agli educatori e al Corpo di Polizia Penitenziaria, sabato 1 febbraio 2025 ha aperto al pubblico CORPO A CORPO, una mostra a cura di Giovanni Berera, che rappresenta un importante seme di speranza e di fiducia in un luogo di certo non comune, ma che appartiene ed è anzi parte fondamentale della sua città. Il corpo è un concetto importante nell’ambito della realtà carceraria: simboleggia uno degli ultimi baluardi di libertà e di speranza per i detenuti; i corpi diventano spazi di espressione e di protesta, luoghi fisici e carnali di cambiamento e di sofferenza; si vive gli uni accanto agli altri, in un corpo a corpo non sempre fortunato, ma che a volte diventa amicizia, amore, vicinanza e speranza.
Sin dagli esordi del progetto, l’artista cileno Jaime Poblete ha raccolto l’invito della Fondazione ad attivare workshop con i detenuti e le detenute delle sezioni maschile, femminile e transgender, per realizzare, insieme, un’opera comunitaria: Qué hay en el fondo de tus ojos è il risultato dei mesi trascorsi insieme, durante i quali l’artista e i detenuti hanno scambiato idee, emozioni, pensieri. Una produzione site specific che si compone anche di una sezione fotografica, oltre che di una grande arazzo composto da maschere in tessuto.
Accanto a questo lavoro, altri importanti artisti hanno accettato di essere parte della mostra, allestendo generosamente le loro opere. Marinella Senatore, attualmente presente a Roma, dinanzi alla Porta Santa della Chiesa del Carcere di Rebibbia, nell’ambito del Giubileo della Speranza 2025, ha realizzato un lavoro site specific, Protest Forms: Memory and Celebration, allestito nella sezione femminile, con le frasi raccolte durante gli incontri con le detenute della sezione femminile.
Pietro Terzini, artista che è solito mescolare il mondo dell’arte e quello della moda, grazie a collaborazioni con importanti brand, propone No Where, Now Here un’opera al neon che accoglie i visitatori nell’Istituto e indica l’importanza di trovarsi in un luogo o in un non-luogo in un momento specifico. Giulia Cenci è presente con l’opera Melancholia, Portion, un lavoro realizzato grazie a scarti di architettura industriale e agricola, che racconta come ognuno di noi, nel corso della propria vita, subisca continue e importanti metamorfosi condizionate dall’habitat in cui vive.
Mario Consiglio artista sperimentatore con la pittura, ma soprattutto con la lycra con cui crea le sue morbide installazioni, è da sempre vicino a particolari contesti comunitari. Alla Casa Circondariale di Como, propone due opere: Miracolo e una nuova installazione, Peccato che peccare sia peccato, frase tratta da una citazione di Davide Banda, realizzata appositamente per la mostra CORPO A CORPO.
Maurizio Bonfanti è pittore bergamasco, artista classico nel contemporaneo, presenta quattro disegni su carta di grandi dimensioni: sono anni che l’artista fa del corpo e della carne il luogo della sua meditazione. I lavori fanno parte di una più ampia serie realizzata nel 2012 e raffigurano figure umane che riemergono dall’oscurità illuminate da una luce che ne evidenzia particolari anatomici. E’ di Valerio Gaeti, insieme ad altri cinque docenti del Liceo Artistico Fausto Melotti di Cantù, Walter Francone, Giorgio Biffi, Silvano Briccola, Arnaldo Sanna e Antonello Scotti l’opera Il corpo sognato, una serigrafia incisa a laser; il corpo dell’arte è un corpo che muta, che si trasforma, che cerca di prendere corpo.
Santiago Sierra, artista spagnolo celebre per le sue performance provocatorie, utilizza diversi metodi espressivi, dalla scultura minimalista alla fotografia e mette costantemente in discussione i limiti del sistema economico e sociale del mondo contemporaneo rappresentandone, spesso senza pietà, tutte le asimmetrie. A Como, propone il video 133 personas remuneradas para teñir su pelo de rubio, realizzato all’Arsenale di Venezia durante l’inaugurazione de La Biennale Arte 2011 che mostra una massa di persone, sedute vicine quasi a schiacciarsi, venditori ambulanti non autorizzati di origini differenti, disposti a tingersi i capelli di biondo in cambio di 60 dollari.
“Il carcere è sempre più espressione del forte disagio che la società sta vivendo. Al suo interno troviamo ormai una presenza significativa di persone che hanno problemi anche derivanti da carenze di relazioni e risorse sociali, disagio psichico, dipendenze, disagio giovanile e di identità di genere; In un simile contesto, che non è più quindi “semplicemente” composto da persone che hanno commesso reati, per costruire percorsi che tendano alla rieducazione del condannato, come ci chiede la Costituzione, è necessario che il carcere si faccia coinvolgere dalla parte di società libera in ogni sua espressione. Con questo obiettivo ho accolto con particolare favore la proposta della Fondazione COMO ARTE di allestire una mostra all’interno del Bassone, coinvolgendo come parte attiva le persone detenute al fianco di artisti. Chi lo desidera potrà quindi apprezzare l’arte in un luogo inusuale, non pensato per godere di bellezza e creatività. Penso che ciò possa essere un buon modo anche per conoscere una realtà complessa e difficile come è quella del carcere.” Così Fabrizio Rinaldi, Direttore della Casa Circondariale di Como.
“Questa mostra è stata per noi un percorso importantissimo, un continuo momento di riflessione interiore. Le prime volte in cui varchi la porta del carcere, nella testa si affollano mille pensieri, gli stessi che, con il passare del tempo, grazie alla condivisione e alla fiducia che si creano con chi ogni giorno vive questi spazi angusti, si aprono a una nuova dimensione di affetto e vicinanza con un luogo che è parte integrante e fondamentale del nostro tessuto cittadino e sociale. E’ stata davvero una delle esperienze più importanti in questi anni di lavoro per la nostra Fondazione e siamo felici di averla potuta condividere con tante persone che ci hanno supportate, dal Direttore e dai detenuti della casa circondariale agli artisti, dagli educatori agli agenti della Polizia Penitenziaria.
Il reinserimento, dopo il periodo detentivo è possibile se, però, si incomincia a vedere il carcere non più solo come un luogo di punizione, ma bensì come una realtà fatta anche di comprensione, consapevolezza, recupero, speranza, possibilità e voglia di tornare a vivere. L’arte, in questo, può aiutare moltissimo” così Paola Re e Chiara Anzani, Presidente e Vice Presidente della Fondazione COMO ARTE ETS.
La mostra CORPO A CORPO gode del Patrocinio della Regione Lombardia, del Comune di Como, della Delegazione FAI Como e del Soroptimist Club Como e del sostegno del Fondo BCC della Fondazione Provinciale della Comunità comasca.
Sponsor tecnico: Blunotte Eventi.
Casa Circondariale di Como, Via al Bassone, 11.
Visite per il pubblico, sabato 15 febbraio SOLD OUT, 1 marzo, 15 marzo, 29 marzo 2025 in due distinti turni di visita alle ore 11:00 e alle ore 14:00.
La prenotazione è obbligatoria: è necessario inviare una mail a press@comoarte.org per ricevere il modulo da compilare per l’accesso all’Istituto.