Dalle sponde del Cilento alle rive del Lario, il viaggio del cantautore Giancarlo Di Muoio — che lo scorso luglio, con il lancio del video ufficiale del brano Tonight ha inaugurato un nuovo corso artistico con lo pseudonimo “Gianca” — è una partitura scritta tra resilienza e note di speranza. Nato ad Agropoli, in provincia di Salerno, Giancarlo ha scelto Como come “porto sicuro” dal 2014, quando insieme alla moglie ha deciso di lasciare Milano per una dimensione meno caotica dove veder crescere la figlia, nata proprio nella città lariana. È qui, tra le mura degli Istituti Comprensivi di Como Borgovico, della Tremezzina e della Magistri Intelvesi, che la sua musica si fa missione quotidiana. Pedagogista e musicoterapeuta, Giancarlo infatti non separa mai l’uomo dall’artista: “Il mio obiettivo è stare vicino ai giovani attraverso la musica cantando della vita, soprattutto in questo momento in cui ne hanno più bisogno, usando la musica come lingua universale capace di far dialogare le generazioni”.
Il suo percorso professionale, del resto, è segnato da incontri che sembrano scritti dal destino, come quello con Fabio Concato, nato quasi per caso mentre Di Muoio si occupava di musicoterapia al Centro Ambrosiani di Solidarietà (CeAS) al Parco Lambro di Milano, il villaggio solidale che accoglie e accompagna persone in difficoltà: “Stavo cantando Amico mio, un brano che avevo scritto a soli 18 anni, e la presidente della struttura, sentendomi, mi propose di farla ascoltare al grande cantautore milanese – racconta infatti – così decisi di scrivergli una lettera nella quale raccontavo i miei sogni e Concato, colpito, accettò la sfida, arrivando a incidere il singolo con me nel 2010, il mio EP Giancarlo Di Muoio e portandomi come ospite nel suo tour. Il vero inizio del mio percorso artistico”.

Quella lezione di umiltà e autenticità Giancarlo l’ha poi portata con sé a Como, dove nel 2024 ha dato vita a Sulla Strada, il suo primo vero album da solista e il primo lavoro nato interamente sul territorio comasco. È un disco che ha dovuto attendere, frenato prima dal Covid e poi dal dolore per la perdita del padre Gerardo, scomparso in un incidente sul lavoro, a cui è dedicato il toccante brano “Gerry”: “Proprio la musica, però, mi è venuta in soccorso – spiega – per me è come un benessere universale che aiuta gli altri ad avere più consapevolezza di sé, dai bambini fino agli anziani, quelli che chiamo ‘bambini capovolti’ perché tornano un po’ bambini”.

Ora, con il nuovo nome d’arte “Gianca”, l’artista lo scorso luglio ha lanciato il videoclip di Tonight, diretto da Francesco Guida, una canzone contenuta nell’album Sulla Strada che diventa metafora di una ripartenza necessaria: “Avevo bisogno di un nome che mi somigliasse di più, che suonasse diretto, leggero, ma autentico: Gianca è il mio modo di ricominciare, restando fedele a ciò che sono”, spiega l’artista, che sta già lavorando a un monologo teatrale in otto capitoli ispirato proprio all’album Sulla Strada: “Il disco è diventato ora un monologo in otto capitoli, come le canzoni dell’album, che racconta la storia di Nina attraverso le diverse fasi della vita comuni a tutti noi: paure, cadute, perdite, ma anche l’amore e la rinascita. È un progetto che unisce le mie due anime, quella del cantautore e quella dell’educatore, sto scrivendo con Rossana Quadroni e che diventerà uno spettacolo fatto per i ragazzi e con i ragazzi. Il mio obiettivo è usare la musica come lingua universale per stare vicino ai giovani in questo momento in cui ne hanno più bisogno, perché la musica è un linguaggio universale capace di far dialogare le generazioni”.

“In un panorama dominato dalla Trap e da cantautori ormai affermati – conclude – il mio sogno è quello di un nuovo filone cantautorale che rimetta al centro i giovani e le emozioni”.