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Cultura e Spettacolo

E’ stata uno dei volti tv più famosi di sempre, ora è tornata in Lombardia con il suo atelier d’arte

Dopo oltre diciassette anni trascorsi in Francia, a Nizza, Fiorella Pierobon torna in Italia e apre il suo nuovo atelier di pittura nel centro storico di Imbersago, in provincia di Lecco. Un ritorno che segna una nuova fase del suo percorso artistico, maturato negli anni francesi tra ricerca, sperimentazione e consolidamento.

Già nota al grande pubblico come volto storico di Canale 5, Fiorella Pierobon ha costruito nel tempo una seconda carriera nel mondo della pittura, sviluppando un linguaggio personale e riconoscibile. Le sue opere, presenti in collezioni private in Europa, Stati Uniti e Asia, si muovono tra astrazione e suggestione, con una particolare attenzione al rapporto tra materia, movimento e percezione.

Nel 2011 ha partecipato alla Biennale di Venezia, tappa significativa di un percorso che negli anni si è arricchito di influenze e incontri internazionali. Tra i nuclei più rappresentativi della sua ricerca spicca il ciclo dedicato ai pellegrini medievali lungo le vie di pellegrinaggio europee: un lavoro che intreccia memoria storica e sensibilità
contemporanea, restituendo una visione evocativa del viaggio e della spiritualità.

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Durante gli anni trascorsi in Francia, l’artista ha promosso e partecipato attivamente alla creazione di reti tra artisti, favorendo occasioni di confronto e progettualità condivise. Questa dimensione relazionale prosegue oggi anche a Imbersago, dove l’apertura dell’atelier si accompagna alla volontà di intrecciare nuove connessioni con le realtà creative del territorio.

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L’inaugurazione del nuovo spazio non rappresenta soltanto un cambio di sede, ma una scelta consapevole di radicamento. Qui l’artista intende sviluppare nuove progettualità e contribuire alla crescita culturale del territorio, immaginando il borgo come un luogo dinamico di incontro e scambio tra esperienze artistiche eterogenee.

“La mia tecnica pittorica è astratta e, per scelta, preferisco suggerire attraverso il colore, il movimento e la materia, piuttosto che rendere immediatamente decifrabili le mie opere. Lascio al visitatore la libertà di interpretare emozioni e significati”, spiega Fiorella.

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