Dal 29 maggio al 27 settembre 2026, Como ospita un appuntamento artistico di grande rilievo culturale, che ruota attorno alla figura di William Turner (1775-1851), l’esponente di maior rilievo del Romanticismo inglese. Il progetto espositivo, curato da Elizabeth Brooke, ideato e organizzato dal Comune di Como e dalla Tate di Londra, una delle principali istituzioni britanniche dedicate all’arte, da cui provengono tutte le opere, presenta al Palazzo del Broletto e alla Pinacoteca civica, la mostra dal titolo Turner: l’incanto del lago di Como e del paesaggio italiano. L’evento è stato presentato questa mattina.

La collaborazione tra il Comune di Como e la Tate si arricchisce di un ulteriore appuntamento: la mostra Feeling Colour, dedicata a due figure di primaria importanza del panorama creativo britannico quali Jim Lambie e David Batchelor, ospitata a San Pietro in Atrio, dal 29 maggio al 27 settembre 2026. “Tate – afferma la sua direttrice, Karin Hindsbo – è felice di collaborare con il Comune di Como per presentare, in un unico progetto espositivo articolato in tre spazi cittadini, opere storiche e contemporanee della collezione Tate firmate da JMW Turner, Jim Lambie e David Batchelor. Le opere esposte nelle tre sedi testimoniano come la luce, il colore e l’esperienza del luogo continuino a esercitare un forte fascino sugli artisti. Siamo davvero lieti che il pubblico locale e di tutta Italia possa ammirare questi lavori nella splendida cornice del lago di Como”.
TURNER: l’incanto del lago di Como e del paesaggio italiano La rassegna, che si avvale della partnership della Camera di Commercio Como-Lecco e degli sponsor Villa Erba e The Exhibitions agency, sponsor tecnico ASF, con la partecipazione di The House of Travellers, documenta quanto il viaggio sia stato di fondamentale importanza per definire la cifra espressiva di William Turner, e si concentra su come il paesaggio italiano, in particolare quello di Como e del suo territorio, abbia contribuito a sviluppare il suo talento. “Il programma espositivo – sostiene la curatrice, Elizabeth Brooke – sottolinea il costante interesse degli artisti per la luce, il colore, l’esperienza dei luoghi. Unendo la prospettiva storica a quella contemporanea, le mostre illustrano il modo in cui queste tematiche vengono interpretate nelle diverse epoche, trovando risonanze sempre nuove nel luminoso paesaggio del Lago di Como”.
Il percorso di Turner: l’incanto del lago di Como e del paesaggio italiano, si apre idealmente al Broletto, il palazzo sede medievale del governo cittadino comasco, con una serie di sette preziosi acquerelli, che hanno come soggetto proprio Como e il suo lago. Turner rimase fortemente affascinato dal paesaggio lariano, così ricco di contrasti, caratterizzato da ripidi rilievi montuosi, ampie superfici d’acqua e rapide variazioni atmosferiche, che gli offrì l’opportunità di esplorare la morfologia, il clima, i riflessi e la luce come soggetti pittorici a sé stanti.
Questi lavori offrono una panoramica cronologica e stilistica dell’evoluzione pittorica di Turner: dagli schizzi realizzati nell’area di Como durante il primo viaggio in Italia nel 1819, che rivelano una grande attenzione ai punti di osservazione costieri e alla struttura topografica, ma lasciano già intravedere una precoce tensione interpretativa orientata verso l’atmosfera, piuttosto che alla registrazione puramente descrittiva del luogo, alle piccole composizioni per l’edizione illustrata del 1830 del poema Italy di Samuel Rogers, fino agli studi cromatici dedicati a Como eseguiti durante i soggiorni del 1842 e 1843. Questi ultimi pongono in primo piano la luce, il colore e la resa degli elementi naturali. Il paesaggio viene sempre più concepito non come una geografia fissa ma come un terreno mutevole, in cui architettura e natura tendono a dissolversi nell’ambiente.
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La mostra ha altresì fornito l’occasione di approfondire gli studi sulle opere di Turner, specificatamente su quelle realizzate nel territorio lariano, contribuendo, attraverso l’analisi dei suoi spostamenti, svolta da Pietro Berra e Federico Crimi, a ridefinire le date di realizzazione, ma anche a cogliere gli elementi che suscitarono il suo interesse e notare alcune importanti differenze tra i paesaggi di allora e quelli di oggi.
“Nel 2022, all’inizio del nostro percorso amministrativo – dichiara Alessandro Rapinese, Sindaco di Como -, ci siamo resi conto di aver ereditato una realtà museale frammentata, che necessitava di una visione unitaria e di un rilancio strutturale: il Tempio Voltiano operava a regime ridotto e la Pinacoteca Civica faticava a integrarsi nel tessuto sociale cittadino, per non parlare delle criticità legate al complesso di Piazza Medaglie d’Oro e agli altri luoghi simbolo della nostra identità. Il nostro impegno si è tradotto non solo nel recupero strutturale di questi spazi, ma soprattutto nella attivazione di una rete di relazioni internazionali d’eccellenza. Grazie alle sinergie con istituzioni prestigiose quali le Gallerie degli Uffizi, l’Accademia di Brera, il Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano, la National Gallery of Canada e l’Art Institute of Chicago, Como è diventata protagonista in ambito culturale. In questo solco si inserisce la prestigiosa collaborazione con la Tate di Londra: un progetto che proietta la nostra città e l’intero territorio in una dimensione di assoluto rilievo nello scenario globale”.

L’allestimento è arricchito dalla proiezione di JMW Turner On the Wing, un film immersivo, prodotto da Tate Digital, con il supporto di Tate International Partnership, che ripercorre la vita e la carriera di Turner attraverso la lente della sua passione per i viaggi. La proiezione, attraverso interviste a curatori, conservatori, scrittori e storici, analizza alcune opere chiave di Turner e conduce lo spettatore nei luoghi che le hanno ispirate, dalle montagne del Galles alle Alpi svizzere, dalla nebbiosa campagna italiana alla costa inglese di Margate. On the Wing ricrea le immagini e le sonorità che hanno segnato l’esperienza dell’artista, influenzandone un approccio alla pittura profondamente innovativo e sperimentale.
La Pinacoteca civica, l’altra sede della rassegna, accoglie una selezione mirata di quattro dipinti a olio che esemplificano il dialogo di Turner con i temi italiani e la progressiva trasformazione del paesaggio in visione poetica e simbolica. Le opere sono inserite in un percorso tematico che mette in primo piano il ricorso a riferimenti classici e letterari, l’indagine della luce come elemento insieme strutturale e metafisico e la progressiva tendenza, nella produzione della maturità, verso l’astrazione e la dissoluzione della forma nell’atmosfera. In Pinacoteca, inoltre, nello spazio Campo quadro, una selezione di dipinti, stampe e mappe dell’Ottocento conservata nella collezione dei Musei civici di Como, permette di immergersi nella Como visitata da Turner. Ad esempio, nella Pianta guida della Città e Borghi del 1871, è citato nell’elenco degli alberghi il “Volta (già Dell’Angelo)”, dove aveva alloggiato lo stesso Turner, dalle cui finestre aveva dipinto l’attuale piazza Cavour, che allora ospitava il vecchio porto.
“Spesso i musei vengono percepiti come luoghi statici, dediti esclusivamente alla conservazione del patrimonio identitario, trascurandone la naturale vocazione alla valorizzazione. Con la mostra Turner. L’incanto del Lago di Como e del paesaggio italiano, questa tendenza viene invertita: la sinergia tra i Musei Civici di Como e la Tate dà vita a un progetto internazionale capace di trasformare il nostro patrimonio in una narrazione dinamica e profondamente radicata nel territorio” – sostiene Enrico Colombo, Assessore alla Cultura del Comune di Como. Questa sinergia, aperta alle collaborazioni con le realtà locali, agisce come traino per lo sviluppo di Como e del suo territorio, consolidandoli come meta culturale oltre che turistica. Si tratta di un progetto in cui l’arte, l’architettura e la vocazione internazionale della città trovano la loro sintesi ideale”. Accompagna l’iniziativa un ricco palinsesto di iniziative collaterali.
Tra queste, si segnalano le Passeggiate Creative organizzate dall’associazione Sentiero dei sogni, curate da Pietro Berra, in programma sabato 27 giugno (Il porto sepolto: la Como di William Turner) e domenica 13 settembre (Il Duomo e la regina: la Como di William Turner), e le visite guidate e i laboratori didattici per adulti e bambini a cura di Aster. L’allestimento della mostra è curato dall’architetto Maria Luisa Quintiliani, mentre il progetto illuminotecnico è firmato da Luigi e Francesco Murano. Catalogo bilingue, italiano e inglese, edito da Moebius, con saggi di Pietro Berra, Federico Crimi, Elizabeth Brooke e Andrew Loukes.
Feeling Colour. Jim Lambie e David Batchelor. Opere contemporanee dalla Collezione della Tate L’esposizione, dal titolo Feeling Colour. Jim Lambie e David Batchelor. Opere contemporanee dalla collezione della Tate, curata da Elizabeth Brooke, esplora le valenze spaziali, percettive e culturali del colore nell’arte contemporanea, attraverso una grande installazione site-specific di Jim Lambie e una composizione scultorea di David Batchelor. Jim Lambie (Glasgow, 1964) tra i più affermati autori nel panorama dell’installazione e della scultura britannica degli anni Novanta, sviluppando un originale approccio che combina astrazione, cultura popolare e intervento architettonico, porta a Como Zobop, progetto avviato nel 1999 e tuttora in corso. Si tratta di un’opera site-specific costruita mediante l’applicazione manuale di nastro vinilico colorato, partendo dal perimetro di un ambiente e procedendo verso il centro, con bande sovrapposte, un tentativo, come afferma lo stesso Lambie, “di riempire un ambiente di ritmo, lasciandolo fisicamente libero”. La realizzazione ha coinvolto direttamente anche gli studenti dell’Accademia Aldo Galli di Como, che hanno partecipato attivamente alle fasi operative del progetto. Pur seguendo una serie coerente di regole formali – larghezze fisse, sovrapposizioni precise e progressione basata sul perimetro – la sequenza cromatica è determinata da un elemento di casualità. Questo equilibrio fra struttura e fluidità colloca Zobop nella tradizione della process art e della pratica post-minimalista.
Venerdì 29 maggio, alle ore 17.30, Jim Lambie sarà protagonista di un incontro pubblico nell’Aula Magna dell’Accademia Aldo Galli di Como (via Petrarca 9). Dal canto suo, David Batchelor (Dundee, 1955), artista e teorico del colore, a partire dagli anni Novanta si concentra sempre di più sulle sculture, spesso realizzate utilizzando materiali di scarto e di recupero. Le sue creazioni attingono direttamente al linguaggio visivo della città, alterando lo status dei materiali come insegne di negozi, neon pubblicitari, segnali stradali e illuminazione architettonica, e inserendoli in un contesto museale. Nell’ambiente della ex chiesa di San Pietro in Atrio, l’opera di Batchelor – I Love King’s Cross and King’s Cross Loves Me, 8 – è parte della serie Monochromobiles, in cui materiali urbani di uso quotidiano vengono trasformati in vivaci composizioni scultoree. Oggetti industriali di recupero, come carrelli e telai metallici, sono combinati con lastre di acrilico colorate e superfici dipinte, elevando strutture funzionali al rango di audaci composizioni di colore e forma.
Il titolo fa riferimento a King’s Cross, nome della storica stazione ferroviaria e del quartiere circostante, nel centro di Londra e suggerisce uno scambio tra individuo e luogo, alludendo al modo in cui la stazione e le sue strade si integrano nei ritmi quotidiani della metropoli. Con questo progetto, Como riafferma il proprio ruolo di crocevia internazionale di ricerca artistica e culturale, intrecciando patrimonio storico, grandi istituzioni museali e visioni contemporanee, e offrendo al pubblico un’esperienza capace di coniugare conoscenza, emozione e scoperta del territorio.
TURNER. L’incanto del lago di Como e del paesaggio italiano Como, Palazzo del Broletto (piazza Duomo; ingresso da infopoint) e Pinacoteca Civica di Como (via Diaz 84) 29 maggio – 27 settembre 2026
FEELING COLOUR. Jim Lambie e David Batchelor. Opere contemporanee dalla Collezione della Tate Como, San Pietro in Atrio (via Odescalchi) 29 maggio – 27 settembre 2026
Orari: da martedì a domenica, dalle 10.00 alle 18.00 (ultimo ingresso ore 17.30) Chiusi tutti i lunedì e sabato 15 agosto
Biglietti: Tate pass intero: €12,00 Tate pass ridotto: €8,00 (over 65, residenti nel Comune di Como, titolari di convenzioni, studenti universitari e iscritti al sistema di Alta formazione artistica e musicale fino ai 26 anni con tesserino) Tate pass junior: €6,00 (dai 6 ai 18 anni) Tate family pass: €30,00 I Tate pass consentono la visita a tutte e tre le sedi e alla Collezione permanente della Pinacoteca civica; valido 72 ore dal primo ingresso, è acquistabile su https://museicomo.vivaticket.it/. Gruppi: min 15 persone: €8,00 intero; €6,00 ridotto
Catalogo Moebius Informazioni: www.oggiacomo.it Tel. +39 031 269869 – musei.civici@comune.como.it
Visite guidate e attività didattica: Aster Tel. +39 02 20404175, prenotazioni@spazioaster.it – www.spazioaster.it Social: Facebook e Instagram @museicivicicomo
















