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Attualità, Cultura e Spettacolo

Teatri chiusi per decreto, lunedì mattina attori in piazza Verdi. Steve Annoni: “Training sportivo, atto politico”

“Certo, è un atto politico”. Stefano Steve Annoni, stella teatrale comasca con un curriculum nazionale, è moltomolto chiaro.

L’ultimo Dpcm Conte, tra l’altro, ha chiuso teatri e cinema a partire da mezzanotte di oggi.

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Ancora suona stonata e brutta quella frase del premier, era il 14 maggio: “I nostri artisti che ci fanno tanto divertire”. Pronunciata in un tentativo malriuscito, magari genuino nelle intenzioni, di confermare aiuti a Cultura e Spettacolo.

D’altronde nessuno, mai, ha smentito i dati Agis, quelli che l’11 ottobre scorso certificavano come dalla riapertura post-lockdown vi sia stato un solo contagio su 350mila spettatori nelle sale italiane.

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Così l’ultimo Dpcm colpisce, tra gli altri, un settore già messo in ginocchio.

Da oltre un anno il gruppo Palestra, composto da attori e ballerini professionisti, si trova per fare training fisico (fondamentale per le discipline del teatro e del teatro-danza) in spazi solitamente concessi da compagnie e teatri comaschi.

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Non possono più. Però è pur vero che il Dpcm consente ancora, verrebbe col magone da dire “per ora”, l’attività fisica all’aperto.

Così il gruppo si troverà lunedì mattina 26 ottobre alle 10 in piazza Verdi. “Saremo una quindicina”, spiega Steve.

Beh, è chiaramente un atto dimostrativo.
E’ attività fisica all’aperto ed è un atto politico. Dimostriamo in presenza che ci siamo e che continuiamo a lavorare ma è faticoso. Pensa che ci lasciano ancora fare le prove ma gli spettacoli non si possono allestire. Per cosa proviamo?

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Come sono andati questi mesi?
E’ stata durissima, è durissima per i singoli lavoratori. E’ un’incertezza continua, i teatri sono stati aperti fino a oggi ma le stagioni sono state singhiozzanti. Sicuramente si è lavorato il 60% in meno.

Ovviamente non avete recuperato quanto perso durante il lockdown.
Certo che no e c’è anche chi non ha più ricominciato a lavorare.

Teatranti Uniti, la manifestazione del 15 giugno

Eppure i teatri sono, dati alla mano, una zona franca. Più che sicura rispetto all’epidemia.
Ma certo, tutto il settore era terrorizzato all’idea di una nuova chiusura così le misure di sicurezza sono state perfette. Nei teatri la tracciabilità funziona e c’è stato un solo contagio come dicono i dati Agis. Mi spiace dirlo ma bar e ristoranti sono molto più rischiosi.

Adesso?
E’ una mazzata enorme.

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