Nel mercato dell’usato queste auto sono da evitare: i concessionari stessi tendono a non comprarle
Comprare un’auto usata può sembrare il modo più semplice per spendere meno, ma nel mercato dell’usato ci sono modelli e soluzioni tecniche che, a sentire operatori e rivenditori citati dalla stampa britannica, molti preferiscono lasciare perdere.
Il caso ruota soprattutto attorno a un motore ben preciso, il Mazda 2.2 diesel Skyactiv-D e a due trasmissioni che continuano a far discutere, i cambi CVT e il Ford PowerShift. Il motivo è sempre lo stesso: affidabilità incerta e riparazioni che possono costare care.
Mazda 2.2 diesel Skyactiv-D: il motore che fa discutere tra catena, iniettori, FAP ed EGR
Tra i motori più chiacchierati nel mercato delle auto usate, il 2.2 diesel Skyactiv-D di Mazda salta fuori spesso nelle segnalazioni di officine e rivenditori. E questo nonostante la buona fama che, in generale, accompagna il marchio giapponese.
Secondo quanto riportato da Warrantywise, società britannica che monitora guasti e costi di riparazione, questo propulsore avrebbe una probabilità di rottura più che doppia rispetto alla media. E quando il problema si presenta, il conto in officina rischia di essere pesante.
I guasti più segnalati riguardano catena di distribuzione, iniettori, FAP ed EGR. Componenti delicati su molti diesel moderni, è vero, ma che in questo caso sembrano dare noie con maggiore frequenza.
Il punto, alla fine, è tutto nei costi: su auto con parecchi chilometri, come spesso accade nell’usato, la somma degli interventi può incidere parecchio sul valore della vettura.

A mettere in guardia è stato anche James Harding di Chops Garage, che al Daily Mail ha raccontato di avere avuto problemi ripetuti proprio con quel motore. Solo dopo, ha ammesso, ha capito perché altri professionisti lo sconsigliassero.
Le auto più spesso legate al 2.2 Skyactiv-D sono la Mazda CX-5 delle prime serie, la Mazda3 hatchback e la Mazda6 berlina, in particolare sugli esemplari immatricolati dal 2012 in avanti. Questo non vuol dire che ogni vettura sia destinata a rompersi. Però, quando si compra, conviene controllare bene manutenzione documentata, richiami eseguiti e stato del sistema di post-trattamento.
Cambi CVT e Ford PowerShift, i nodi su affidabilità e riparazioni che frenano l’usato
L’altro capitolo riguarda i cambi. Da una parte ci sono i cambi CVT, molto diffusi su marchi come Toyota, Lexus, Honda, Subaru e Nissan, e in alcuni casi anche su modelli Renault legati alla collaborazione con Nissan.
Dall’altra c’è il Ford PowerShift, montato su diversi modelli del gruppo tra il 2010 e il 2019. Il problema, spiegano vari rivenditori inglesi, non è il cambio automatico in sé. A preoccupare sono piuttosto complessità meccanica, usura e costi di riparazione.
Sul CVT, il giudizio raccolto da Car Dealer è netto. Jamie Caple, titolare della concessionaria Car Quay di Derby, ha detto di evitarlo “come la peste”, definendolo problematico, difficile da riparare e molto costoso da sostituire.
Una posizione dura, certo, ma che fotografa bene il timore di molti operatori dell’usato: se il cambio comincia a mostrare strappi, ritardi o rumori anomali, la spesa può salire in fretta.
Il caso del Ford PowerShift è ancora più conosciuto. Questa trasmissione è stata montata su Fiesta, Focus, Puma, EcoSport, Mondeo, Kuga, oltre che su S-Max e Galaxy.
Negli stessi anni anche alcune Volvo dell’orbita Ford — tra cui C30, S40, V40, V50, S60, V60, V70, S80 e XC70 — ne hanno fatto uso.
Secondo Theo Cook di Bowen’s Garage, intervenuto sull’argomento anche attraverso il canale YouTube TedTorques, si tratta di uno dei cambi più criticati da chi lavora ogni giorno con le usate. I difetti segnalati più spesso sono vibrazioni, strattoni e perdita di trazione.
Per chi cerca un’auto usata affidabile, la regola resta sempre quella: non fermarsi a prezzo e chilometraggio. Bisogna controllare lo storico degli interventi, provare l’auto a freddo e a caldo e sentire il parere di un meccanico di fiducia.