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Camera da letto, i consigli per rinfrescarla anche nelle notti più calde

Niente condizionatore o ventilatore, ecco i 7 consigli per rinfrescare la camera da letto anche nelle notti più calde

Con l’arrivo delle ondate di calore estive, dormire bene diventa un problema in molte case italiane, soprattutto nelle stanze più esposte al sole e con poca aria.

Per tenere una camera da letto fresca anche di notte, spiegano esperti di ambienti interni, servono soprattutto accorgimenti semplici: tessuti traspiranti, uso corretto di finestre e tende e attenzione alle piccole fonti di calore nascoste.

Il principio è chiaro: più che inseguire soluzioni complicate, bisogna evitare che il caldo si accumuli proprio nel posto in cui si dovrebbe riposare.

Biancheria, piumini e materassi: i materiali giusti per tagliare il caldo notturno

Il primo punto è il letto, cioè il luogo in cui il calore resta intrappolato più a lungo. Secondo Josh Branigan, esperto di interni di Bed Kingdom, mettere da parte la biancheria da letto invernale e scegliere cotone o lino aiuta a far passare meglio l’aria e ad assorbire l’umidità. Tradotto: meno tessuti pesanti, più superfici leggere.

Conta anche il piumino estivo: un valore tog tra 2,5 e 4,5 viene indicato come adatto ai mesi più caldi, mentre chi soffre particolarmente l’afa può passare direttamente a una coperta leggera o a un semplice lenzuolo traspirante.

C’è poi il nodo del materasso, che spesso viene ignorato. Alcuni materiali trattengono il calore per ore e fanno aumentare la sensazione di afa anche con la finestra aperta. Scegliere materassi traspiranti o modelli pensati per disperdere il calore può aiutare a mantenere più stabile la superficie su cui si dorme.

Un altro riferimento utile arriva da Stephen Day di iHeat, che indica la temperatura ideale per dormire tra 14 e 18 gradi: meno di quanto molti pensino, ma in linea con il naturale calo della temperatura corporea durante il sonno.

Finestre, tende e ventilazione incrociata: così il caldo resta fuori durante il giorno

La seconda mossa si gioca nelle ore in cui la stanza si scalda senza farsi notare troppo. Tenere tende o persiane chiuse nelle ore di massima esposizione serve a fermare la luce diretta del sole e quindi a limitare il calore che si posa su pavimento, armadi e testiera del letto. È un gesto banale, ma spesso viene trascurato, soprattutto nelle camere esposte a sud o a ovest.

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Con una camera più fresca dormirai meglio – Comozero.it

Il contrario, cioè aprire le finestre nelle ore più calde, può peggiorare tutto se fuori l’aria è ancora più rovente. Steve Larkin, CEO di Lark & Larks, consiglia di usare la ventilazione incrociata solo la sera o al mattino presto, aprendo due finestre o aperture su lati opposti della casa per far uscire l’aria ferma e richiamare quella più fresca.

Nelle abitazioni con doppia esposizione funziona meglio, ma anche un ricambio d’aria notturno, se fatto nel momento giusto, può rendere la stanza più vivibile prima di coricarsi.

Ventilatori, ghiaccio e deumidificatori: i rimedi pratici se il climatizzatore non c’è

Il terzo capitolo riguarda chi non ha il climatizzatore o non vuole lasciarlo acceso tutta la notte. Il ventilatore, da solo, non abbassa davvero la temperatura: muove l’aria. Ma se viene sistemato nel modo giusto, il comfort notturno può cambiare parecchio.

Gli esperti suggeriscono di metterne uno vicino a una finestra aperta nelle ore più fresche e, se possibile, un secondo in un altro punto della stanza, così da evitare quella fastidiosa sensazione di “caldo fermo” che spesso rende difficile prendere sonno.

Poi ci sono i rimedi più rapidi, quasi da casa di tutti i giorni, ma non per questo inutili. Bill Parkinson di Sleepy Piglet consiglia di mettere una borsa dell’acqua calda nel freezer e poggiarla sul letto pochi minuti prima di dormire, spostandola poi verso i piedi.

Stephen Day, invece, cita una maglietta di cotone fredda oppure un asciugamano lasciato nel congelatore da stendere sul cuscino. Per aumentare l’effetto del ventilatore si può mettere davanti una ciotola di ghiaccio o un panno umido e freddo.

E se il problema è soprattutto l’afa, più che i gradi segnati dal termometro, un deumidificatore può dare una mano: non raffredda l’aria, ma la rende meno pesante.

Ordine, colori chiari ed elettronica spenta: le piccole fonti di calore da non sottovalutare

L’ultima parte riguarda tre interventi meno evidenti, ma tutt’altro che secondari. Il primo è fare ordine in camera da letto: liberare le superfici, togliere oggetti accumulati, evitare angoli pieni di scatole o tessuti inutili aiuta la circolazione dell’aria e riduce quella sensazione di stanza chiusa.

Branigan lo riassume in modo semplice: una camera meno ingombra è anche più facile da rinfrescare e, in più, risulta visivamente più riposante.

Poi ci sono i colori chiari. Da soli non cambiano la temperatura reale, ma possono limitare l’assorbimento della luce e rendere la stanza meno opprimente.

Bianco, crema, beige, pastelli tenui per lenzuola, copriletti e cuscini aiutano a dare un colpo d’occhio più leggero. Infine c’è l’aspetto forse più concreto: eliminare le fonti di calore nascoste.

Computer portatili, asciugacapelli, tv, console, caricabatterie lasciati in standby e perfino alcune vecchie lampadine rilasciano piccole quantità di calore che, sommate, si fanno sentire. Spegnerli davvero, anche dalla presa, prima di andare a letto è un gesto minimo. Ma nelle notti in cui l’aria non gira, può fare la differenza.

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