Piccole case colorate che si specchiano nel lago e Mondello del Lario sembra subito uscito da una fiaba del nord Europa.
A Mandello del Lario, sulla sponda lecchese del Lago di Como, vale la pena fermarsi in qualunque stagione. Questo borgo lombardo, legato a doppio filo a Moto Guzzi, mette insieme in pochi passi lungolago, tracce medievali, sentieri con vista e piccole gite nei dintorni. Il paese è stretto tra l’acqua e il profilo delle Grigne, ha un passo tranquillo, quasi appartato, ma non manca di luoghi subito riconoscibili. Spesso si arriva qui per una passeggiata. E poi si finisce per restare più del previsto.
Mandello tra lago e pietra: da Piazza Italia ai resti del borgo medievale
Il primo colpo d’occhio di Mandello del Lario è il suo lungolago: case colorate, piccoli portici, barche ferme davanti all’imbarcadero di Piazza Italia che si muovono appena sull’acqua. È da qui che il paese si capisce meglio. Da una parte il lago, dall’altra un intreccio di viuzze raccolte che conserva ancora l’impronta del nucleo più antico. Nelle ore calme del mattino si sente soprattutto l’acqua contro gli scafi. Basta poi infilarsi un po’ più all’interno perché riaffiorino i segni del vecchio borgo medievale, tra il campanile di San Lorenzo e ciò che resta della Torre Pretoria.
Frammenti di una Mandello più chiusa e difensiva di quella che oggi si mostra ai visitatori. Non serve una visita lunga per coglierne l’anima, ma conviene andarci senza fretta: il bello sta nei dettagli, in un sottopasso, in un cortile aperto, in una facciata che si specchia nel lago.
Torre di Maggiana, il balcone sul Lario e il museo della vita di una volta
Tra i luoghi più noti di Mandello del Lario c’è la Torre di Maggiana, conosciuta anche come Torre del Barbarossa e legata, secondo la tradizione, al passaggio di Federico I di Germania alla fine del XII secolo. Più della leggenda, però, oggi colpisce la posizione. Dalla terrazza panoramica lo sguardo si apre sul Lario e sulle montagne attorno, e basta questo per capire il valore strategico della struttura.

All’interno l’atmosfera resta semplice, essenziale. Gli ambienti ospitano il Museo agricolo ed etnografico, con oggetti, immagini e strumenti del lavoro quotidiano tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento. È un museo piccolo, concreto, senza effetti speciali. E proprio per questo convince. Racconta la vita nelle campagne e nei paesi del lago, tra fatica, mestieri stagionali e abitudini domestiche che oggi quasi non esistono più. Per chi organizza la visita in anticipo, sul sito ufficiale c’è anche il tour virtuale della Torre di Maggiana.
Da Mandello parte il Sentiero del Viandante: 45 chilometri tra lago, salite e grandi panorami
Da Mandello del Lario inizia uno dei percorsi più conosciuti della zona, il Sentiero del Viandante. È un itinerario di circa 45 chilometri che corre lungo il Lago di Como, tra salite, discese e tratti panoramici. Il cammino tocca località come Abbadia Lariana, Lierna, Varenna, Bellano, Dervio e Colico, seguendo un tracciato vario, mai uguale a se stesso, dove il lago compare e scompare dietro boschi, muri a secco e terrazzamenti. In alcuni punti serve attenzione, soprattutto nei cambi di quota, ma resta uno dei modi migliori per leggere questo territorio da una prospettiva diversa, più alta e più laterale, lontana dalla sola immagine da cartolina.
Uno dei passaggi più citati è quello verso il Castello di Vezio, sopra Varenna, da cui si apre una vista ampia sul lago. Il Touring Club Italiano lo ha inserito nel programma “Cammini e percorsi”: un segnale chiaro di quanto il sentiero sia ormai entrato tra gli itinerari riconosciuti del turismo lento in Italia.
Moto Guzzi, Orrido di Bellano e Lierna: le tappe da segnare nei dintorni
A Mandello, però, il nome che torna più spesso è uno solo: Moto Guzzi. Il Museo Moto Guzzi conserva oltre 80 veicolie ripercorre una parte importante della storia motociclistica italiana, a partire dai primi modelli legati a Carlo Guzzi, compresa la motocicletta realizzata nel 1919. Per gli appassionati è una tappa quasi obbligata. Ma anche chi non è esperto di motori ci trova dentro un pezzo di industria italiana, di design e di memoria operaia. Se poi si vuole allungare la giornata, nei dintorni le alternative non mancano.
A circa 16 chilometri c’è Bellano, dove l’Orrido di Bellano, scavato dal fiume Pioverna, propone un percorso semplice tra gole, passerelle e pareti di roccia. Più vicino, a circa 5,6 chilometri, si arriva a Lierna, da cui parte un’esperienza meno comune: un giro sul lago a bordo di un’auto anfibia Amphicar 770, proposta da Larioland. Non è il solito battello, e incuriosisce proprio per questo. In fondo è anche questa la misura di Mandello del Lario: un paese raccolto, con anime diverse, capace di parlare a chi cerca un borgo sul Lago di Como e a chi vuole mettere insieme paesaggio, cammino e cultura motoristica nello stesso itinerario.