La norma, che recepisce un indirizzo europeo sull’economia circolare, impone la raccolta separata dei tessili, con l’unica eccezione dei materiali fortemente contaminati o bagnati che non possono essere avviati al riciclo. Chi continua a gettare capi d’abbigliamento, lenzuola o accessori tessili nel bidone tradizionale rischia una sanzione, il cui importo varia da Comune a Comune e in media si colloca tra alcune decine e diverse centinaia di euro.
Raccolta differenziata: gli oggetti a cui porre attenzione
Non si tratta dell’unico caso in cui un errore di conferimento può trasformarsi in una spesa imprevista. La normativa generale sulla raccolta differenziata, gestita a livello locale dai singoli Comuni tramite la polizia municipale, prevede sanzioni che vanno indicativamente dai 25 ai 620 euro a seconda della gravità della violazione. Chi getta plastica sporca nel contenitore della plastica, ad esempio, rischia di compromettere l’intero lotto di rifiuti destinato al riciclo, rendendolo di fatto materiale da discarica: per questo alcuni regolamenti comunali prevedono multe specifiche anche per questo tipo di errore.

Un discorso a parte riguarda l’abbandono dei rifiuti al di fuori dei cassonetti o in luoghi non autorizzati. Dall’ottobre 2023 questo comportamento, quando compiuto da un privato cittadino, è stato trasformato da illecito amministrativo a reato penale, punito con un’ammenda che può arrivare fino a 10.000 euro, raddoppiata nel caso di rifiuti pericolosi. Lasciare un sacchetto della spazzatura accanto al cassonetto anziché al suo interno, o abbandonare un piccolo elettrodomestico fuori dai punti di raccolta previsti, non è più quindi una semplice infrazione amministrativa ma può comportare conseguenze giudiziarie.
Anche i rifiuti elettronici, i cosiddetti RAEE, seguono un percorso di smaltimento separato da tempo, ma restano tra le categorie più frequentemente gettate per errore nel sacco dell’indifferenziata: cavi, caricabatterie, piccoli elettrodomestici guasti o batterie non possono finire nella spazzatura comune e vanno invece conferiti nei centri di raccolta comunali o restituiti al rivenditore al momento dell’acquisto di un prodotto nuovo, come previsto dal principio dell’uno contro uno.
Chi vive in condominio dovrebbe inoltre ricordare che un errore commesso da un singolo condomino può ricadere sull’intero stabile, con l’amministratore chiamato a rispondere della sanzione davanti al Comune salvo che il trasgressore venga identificato singolarmente, cosa che in alcuni Comuni avviene tramite sacchetti dotati di codice identificativo assegnato a ogni nucleo familiare.