RADIO COMOZERO

Ascolta la radio
con un click!

I Maneskin riuniti a Parigi in una pausa di un loro concerto
Magazine

I Maneskin tornano a Sanremo 2027? Il ‘piano segreto’ di De Martino

La prima a pronunciare il nome dei Maneskin in relazione a Sanremo 2027 era stata Fiorello, qualche settimana fa nel corso di una puntata de La Pennicanza: una soffiata quasi en passant, ma abbastanza precisa da far drizzare le orecchie ai fan della band. Adesso quelle indiscrezioni sembrano trovare terreno sempre più fertile, e ci sono due elementi concreti che trasformano l’ipotesi di una reunion all’Ariston da sogno a scenario plausibile. Entrambi passano attraverso Stefano De Martino, che al suo primo Sanremo da conduttore e direttore artistico sta costruendo qualcosa di molto più elaborato di quello che appare in superficie.

Stefano De Martino sorridente durante un evento pubblico nel 2026

L’arma segreta: il manager dei Maneskin lavora con De Martino

Il primo elemento è quasi uno spoiler involontario delle intenzioni dell’organizzazione. Fabrizio Ferraguzzo è il manager storico dei Maneskin, quello che li ha seguiti dalla vittoria di Sanremo 2021 con Zitti e buoni fino alla conquista dell’Eurovision nello stesso anno. Oggi Ferraguzzo è anche il braccio destro di Stefano De Martino nell’organizzazione della prossima edizione del festival. La sovrapposizione di ruoli non è casuale: avere il loro storico manager all’interno del comitato organizzativo rende qualsiasi trattativa con i Maneskin infinitamente più semplice. È una porta già aperta, non da bussare.

La rivoluzione del regolamento: la serata Eurovision

Il secondo elemento è di natura strutturale e riguarda una possibile rivoluzione del regolamento. Stando alle indiscrezioni riportate da Adnkronos, una delle novità in studio per Sanremo 2027 riguarda la terza serata: potrebbe trasformarsi in una sorta di “gara nella gara”, con brani diversi da quelli con cui gli artisti si presentano nelle altre serate. Ma l’aspetto più dirompente è un altro: in quella serata si sceglierebbe il rappresentante italiano per l’Eurovision Song Contest, scindendo per la prima volta il destino del vincitore di Sanremo da quello del rappresentante europeo. L’Eurovision 2027 si terrà in Ungheria, e in questo scenario i Maneskin diventerebbero una carta straordinaria da giocare per portare a casa un risultato prestigioso, visto che la band ha già vinto l’Eurovision nel 2021, eguagliando imprese che prima di loro avevano compiuto solo Gigliola Cinquetti nel 1964 e Toto Cutugno nel 1990.

I Maneskin: in pausa, non sciolti

Va chiarito che i Maneskin non si sono mai ufficialmente sciolti. Damiano David ha intrapreso una carriera solista che lo ha portato lontano dalla band, ma Victoria De Angelis, Thomas Raggi ed Ethan Torchio non hanno mai dichiarato la fine del gruppo. La band è in pausa, una distinzione che i fan conoscono bene ma che spesso viene confusa con uno scioglimento definitivo. Poche settimane fa i quattro si erano riuniti per festeggiare il compleanno di Victoria, e quella foto insieme aveva già riacceso i rumors. Sia Thomas che Ethan avevano lasciato intendere in più di un’occasione che il capitolo Maneskin non fosse chiuso.

Perché avrebbe senso per tutti

Una loro presenza a Sanremo 2027 avrebbe una logica precisa su diversi livelli. Per la band sarebbe il modo più naturale per sancire una reunion davanti al pubblico che li ha visti nascere. Per De Martino sarebbe un colpo da maestro al primo festival. E per l’Italia all’Eurovision, con un regolamento che consentisse di schierarli senza i vincoli del percorso tradizionale, rappresenterebbe la migliore carta disponibile per puntare in alto in Ungheria.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
TAG ARTICOLO:

Potrebbe interessarti:

Videolab
Turismo