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Li ho piantati senza acqua e, pochi giorni dopo, hanno trasformato il balcone: sembra un’oasi fiorita

Non avevo un sistema di irrigazione automatica e sapevo già, dall’esperienza degli anni passati, che tra lavoro e vacanze le mie piante da balcone sarebbero rimaste per giorni senza una goccia d’acqua. Invece di rassegnarmi al solito balcone spoglio a fine luglio, ho deciso di cambiare completamente selezione, puntando su specie pensate per la siccità mediterranea. Il risultato, dopo poco più di due settimane, è stato sorprendente.

La base della composizione è arrivata dai sedum, piante succulente conosciute anche come borracine, capaci di immagazzinare acqua nelle foglie carnose e di sopravvivere per settimane senza annaffiature. Ne esistono varietà striscianti e ricadenti, come il sedum burrito, perfette per riempire i bordi delle fioriere con un effetto quasi traboccante.

Accanto ai sedum ho inserito la lavanda, che più che di acqua ha bisogno di sole pieno e di un terreno povero e ben drenato: teme molto di più i ristagni idrici della siccità vera e propria, e le sue spighe viola hanno il vantaggio aggiuntivo di tenere lontane le zanzare nelle serate estive.

Balcone fiorito senza sforzo

Per dare un tocco di colore più acceso ho aggiunto qualche vaso di vinca, conosciuta anche come pervinca, una pianta sottovalutata ma capace di fiorire ininterrottamente dalla primavera fino all’autunno inoltrato con pochissime attenzioni. Basta aspettare che il terreno sia completamente asciutto prima di bagnarla di nuovo, evitando così sia lo stress idrico sia i marciumi radicali.

Balcone fiorito senza sforzo-comozero.it

Chi ha più spazio può osare con la bouganville, pianta simbolo dell’estate mediterranea che in vaso si adatta trasformandosi in un cespuglio fiorito compatto: anche in questo caso la regola è la stessa, meglio un’annaffiatura sporadica ma abbondante che continue piccole dosi d’acqua.

Un’altra sorpresa è arrivata dalla santolina, un piccolo arbusto sempreverde dal fogliame grigio-argento e dai fiori gialli a sfera, che si comporta bene su terreni poveri e sassosi e vive spesso solo grazie alla pioggia. Non è la pianta più appariscente della composizione, ma dona struttura e continuità visiva tra una fioritura e l’altra delle specie più vistose.

Il dettaglio che ha fatto davvero la differenza, più della scelta delle piante in sé, riguarda i vasi: servono fioriere con fori di drenaggio efficienti, perché la vera minaccia per queste specie non è la sete ma l’acqua stagnante, capace di far marcire le radici in pochi giorni di pioggia intensa. Un substrato leggero, magari arricchito con un po’ di sabbia, aiuta a smaltire l’umidità in eccesso senza compromettere la crescita.

Oggi, a distanza di qualche settimana dalla semina, il balcone ha davvero l’aspetto di un piccolo angolo mediterraneo autosufficiente, con colori che vanno dal viola della lavanda al giallo della santolina, passando per il rosa dei sedum in fiore. E pensare che tutto è partito dalla rassegnazione di non avere tempo per annaffiare tutti i giorni.

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