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Stop al pagamento di tributi e bollo auto: l’esenzione è immediata, ma solo per questa platea di persone

Una folta platea di persone può avere diritto ad esenzioni e agevolazioni fiscali legate a tributi e bollo auto: tutti i dettagli

Nel pieno della stagione della dichiarazione dei redditi, chi ha una disabilità, i familiari caregiver e, in alcuni casi, anche chi ha una partita Iva, prova a capire quali esenzioni fiscali siano davvero previste dalla Legge 104 e quali, invece, dipendano da altri requisiti, dai regolamenti comunali o dal tipo di verbale sanitario.

È qui che nasce gran parte della confusione: non tutte le forme di invalidità civile danno accesso agli stessi benefici e, tra bollo autoIva agevolatadetrazioni IrpefImu e Tari, orientarsi non è sempre semplice.

Disabilità grave, familiari e invalidità civile: chi rientra davvero nelle tutele della 104

La Legge 104 del 1992 resta il punto di riferimento per assistenzaintegrazione sociale e diritti delle persone con disabilità. Ma il riconoscimento non scatta in automatico e, soprattutto, non vale allo stesso modo per tutti.

A fare la differenza è prima di tutto la situazione di gravità accertata ai sensi dell’articolo 3, comma 3. In alcuni casi, poi, le agevolazioni possono spettare anche ai familiari che assistono la persona con disabilità, se questa risulta fiscalmente a carico.

È proprio qui che spesso si crea l’equivoco. La sola invalidità civile non coincide sempre con i benefici legati alla 104: i verbali sanitari possono attestare situazioni diverse e produrre effetti diversi, sia sul lavoro sia sul piano fiscale.

Tradotto: si può avere una percentuale di invalidità riconosciuta senza poter accedere a tutte le misure previste per la disabilità grave. Ed è una delle domande che torna più spesso nei Caf e negli uffici comunali.

Iva al 4%, deduzioni e detrazioni Irpef: quali spese si possono scaricare e con quali limiti

Sul fronte delle agevolazioni fiscali, la Legge 104 incide in tre modi: con l’Iva agevolata al 4%, con le deduzioni dal reddito imponibile e con le detrazioni Irpef al 19%. L’Iva ridotta abbassa subito il costo di alcuni acquisti, perché porta l’imposta sotto l’aliquota ordinaria del 22%.

Vale, se ci sono i requisiti richiesti, per veicoli adattati o destinati alla mobilità, ma anche per ausili tecnicidispositivi medici, strumenti informatici e prodotti utili all’autonomia personale, come computertabletsmartphone o software specifici.

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Legge 104, tutte le esenzioni – Comozero.it

Poi ci sono le deduzioni, che agiscono sul reddito prima che venga calcolata l’imposta. Rientrano, senza un tetto generale di spesa, le spese sanitarie generiche e quelle di assistenza specifica: quindi i compensi per infermierioperatori sociosanitarifisioterapisti ed educatori professionali.

Le detrazioni Irpef, invece, riducono direttamente l’imposta dovuta. Per molte spese sanitarie specialistiche la detrazione resta al 19% e, per i contribuenti con disabilità, non si applica la franchigia ordinaria di 129,11 euro. Per l’acquisto dell’auto, invece, il limite di spesa detraibile è fissato a 18.075,99 euro. Un dettaglio che commercialisti e associazioni tornano a ricordare ogni anno, soprattutto quando si avvicinano le scadenze fiscali.

Bollo auto e imposta di trascrizione: requisiti, cilindrate e regole per ottenere l’esenzione

Tra i benefici più conosciuti c’è l’esenzione dal bollo auto. Ma non basta avere la Legge 104 perché il diritto scatti da solo. In base alle regole fiscali in vigore, l’agevolazione può essere riconosciuta per un solo veicolo, intestato alla persona con disabilità oppure al familiare che la ha fiscalmente a carico, purché siano rispettati precisi requisiti sanitari e tecnici.

Contano anche le caratteristiche del mezzo. I limiti fissati sono di 2.000 cc per i motori benzina o ibridi, di 2.800 cc per i diesel o ibridi e di 150 kW per i veicoli elettrici. Oltre al bollo, resta anche l’esonero dall’imposta provinciale di trascrizione, cioè il tributo dovuto al momento della registrazione al Pra, sia per l’acquisto del nuovo sia per quello dell’usato.

In pratica, si alleggeriscono i costi del passaggio di proprietà. Ma serve presentare la documentazione giusta e, in molte regioni, seguire una procedura precisa presso Aci o negli uffici competenti. È burocrazia, certo. Però è un passaggio decisivo.

Imu, Tari e bonus barriere architettoniche: cosa dipende dai Comuni e quali agevolazioni restano attive

Per Imu e Tari, a differenza del bollo auto, non esiste una regola unica valida ovunque come effetto diretto della Legge 104. Sull’Imu, per esempio, la norma nazionale non prevede un’esenzione generalizzata legata alla disabilità.

Molti comuni, però, assimilano ad abitazione principale l’immobile posseduto da anziani o disabili trasferiti stabilmente in un istituto di ricovero, a patto che la casa non sia locata. Se il regolamento comunale lo prevede, l’imposta non si paga.

Anche la Tari segue la stessa logica. In diversi Comuni sono previste riduzioni o esenzioni totali per i nuclei in cui vive una persona con disabilità grave, ma quasi sempre entrano in gioco soglie Isee, moduli locali e scadenze precise.

Accanto a queste misure resta il bonus barriere architettoniche al 75%, che non rientra in senso stretto nella 104 ma si affianca alle tutele già esistenti: riguarda lavori come ascensorimontascale, adeguamento degli accessi e rifacimento dei bagni per rendere la casa più fruibile.

Nel caso dei lavoratori autonomi e dei professionisti con partita Iva, infine, il sistema consente anche di dedurre spese legate all’attività, compresi alcuni costi per l’adattamento della postazione di lavoro o per strumenti necessari a svolgere la professione. Anche qui, però, la differenza la fanno i documenti. E ancora di più, la lettura attenta del verbale e del regolamento del proprio Comune.

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