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Politica

Alberto Gaffuri non piega la testa: “Parlare ai delusi di centrodestra non è reato, Traglio un’opportunità. Non devo chiedere permessi a nessuno”

E’ stato attaccato – lui, perché a Como è difficile scindere la sua figura da quella generale di Italia Viva, che pure nominalmente era l’obiettivo – per questioni di metodo, opportunità e persino di scelta politica.

Ora Alberto Gaffuri, renziano di ferro, referente provinciale del partito e protagonista diretto dell’incontro con cui è ritornata d’attualità la possibile candidatura di Maurizio Traglio a sindaco di Como, replica ad Articolo Uno, la formazione che con una nota ufficiale lo ha strigliato e rimproverato.

E Gaffuri lo fa naturalmente a modo suo, cioè rispolverando quel gusto del confronto rude e graffiante – al confine con la superbia politica – che probabilmente, da un lato, lo ha parzialmente condannato all’emarginazione da parte di tanto mondo del centrosinistra comasco (Pd in primis) ma, dall’altro, ne fa un fuoriclasse di chiarezza e persino sfrontatezza al cospetto delle mortifere liturgie e dei letali tavoli, tavolini, comodini e impagliati vari che da sempre animano quella parte politica.

Dunque, con poche frasi affilate come coltelli, Gaffuri non soltanto non piega la testa davanti ad Articolo Uno (e forse ai malumori per l’ormai celebre blitz con Renzi e Traglio al Birrificio), ma anzi rivendica tutto: l’incontro nello specifico, la libertà d’azione politica e persino il tentativo di dialogo con quegli spezzoni moderati e liberali del centrodestra, Forza Italia in primis.

Di seguito, l’intervento integrale di Alberto Gaffuri.

Si, ci vuole chiarezza. Estrema.

1) Al Il Birrificio di Como gli hamburger sono deliziosi;

2) Non devo certo chiedere il permesso a chicchessia per mangiare un boccone con un attuale consigliere comunale di Svolta Civica per Como 2020, anche se si chiama Maurizio Traglio; mi chiedo, semmai, se non sia assurdo leggere tutto questo come un problema e non un’opportunità;

3) Matteo Renzi a Como non è venuto certo per partecipare a un presunto summit segreto (chi organizza un incontro privato nel luogo più capiente della città?) e mi spiace sia stato fatto – a causa mia – nuovamente oggetto delle pretestuose elucubrazioni di chi in lui vede sempre e comunque il male (per la verità, ho visto scattare anche decine di selfie a riprova che l’insofferenza nei suoi confronti è tutto da dimostrare);

4) Rivolgersi anche a coloro che sono rimasti delusi di aver riposto la loro fiducia nel centro-destra (Forza Italia in primis) o in altre forze presenti in consiglio comunale non è reato, anzi significa riaffermare la volontà di parlare a chiunque creda in un progetto a medio-lungo periodo per Como;

5) Maurizio Traglio non ha annunciato la sua candidatura; lo facesse, di certo rappresenterebbe una bella opportunità per la città.

Da ultimo: al posto di comunicati tardivi sulla base del riportato, è più comodo ed efficace chiamarmi, due parole ed è tutto più chiaro.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

9 Commenti

  1. Caro Gioele , che lei tifi per Agenda 2030 ci sta , è legittimo e rispettabile . Anche qualsiasi nota critica sul sindacato, la sinistra, la destra e l’universo mondo lo è. Sono opinioni. Avrei anch’io qualcosa da dire sugli esperimenti pseudo-centristi , sulla giunta uscente di centro-destra, altro ancora si potrebbe dire sulle ultime amministrative e su come si può buttar via, con ottusità, una maggioranza schiacciante per presunzione e noncuranza. Qualcosa si può esprimere su tutto e tutti. Mi faccia dire che, pur riconoscendo a uno dei protagonisti dell’incontro un innegabile talento politico, anche passare dal 40 e rotti % ad una legnata sui denti è stata una bella impresa. La politica è così, ha delle parti razionali dove occorre logica e mestiere, poi c’è il carattere delle persone. Se c’è si vede, per un politico è persino una necessità, ma ogni tanto non ci si ferma in tempo. Per questa ragione i partiti sono stati una scuola importante: insegnavano il senso della misura e del limite, a muoversi in modo coordinato, a non buttar via risorse e persone. Certo la nuova politica ha movimenti rapidi, a volte di successo, ma che spesso si trasformano poco dopo in una vera débâcle. Se ci pensa un attimo, così è andata negli ultimi 10 anni. E spesso i tonfi sono proprio il risultato dell’inesperienza. Non sto incensando i sarcofaghi della politica , ma le ricordo che dopo avere avuto una serie di governi con l’età media che si troverebbe in una discoteca al sabato sera , alla fine è stato necessario chiamare Draghi , uomo con maturata e grande esperienza che chissà perché non è annoverato nella categoria dei “rottamandi ” . Forse perchè ora siamo davvero nei guai e qualcuno ci deve pure tirare fuori dalle secche. Siccome ogni tanto mi diletto a leggere i commenti, anche quelli che mi riguardano (questo è un vezzo) e ne ho trovati particolarmente interessanti un paio oltre al suo, nei quali si faceva riferimento all’età e al sindacato.
    Trovo piuttosto originale che nessuno abbia colto la bizzarria della cosa visto che tutti i candidati maschi proposti e sfilati sulle pagine dei giornali sono più vecchi di me, per cui quanto meno andrebbero aggettivati allo stesso modo : vecchio imprenditore, vecchio sindaco, vecchio dottore, avvocato, ingegnere … ecc ecc. Non lo trova un po’ idiota ?
    L’altra stranezza è l’assoluta inconsistenza delle obiezioni di merito e il riferimento unico all’esperienza sindacale, che c’è ed è stata lunga, e non mi sogno nemmeno di rinnegarla, ma certo nemmeno lontanamente paragonabile all’esperienza politica e amministrativa durata pressoché il doppio . Quasi che difendere i lavoratori fosse una sorta di diminutio e perciò più attaccabile dell’esperienza politica. Non mi pare la strada giusta. Guardi il dato di partecipazione alle elezioni e si faccia qualche domanda. Io me le faccio tutti i giorni su questo tema. Attacca di qui, attacca di là non sta più insieme niente. Siamo ormai una società senza legami .
    Ci sta pure il premio alla carriera per la ” vecchia gloria” , banalmente significa che c’è stata una carriera , che si è vista , e non sono stata sparata improvvisamente nell’universo come un disco volante, anche se adesso si usa molto. Se dopo cotanta carriera qualcuno mi ha chiesto ancora di fare qualcosa una ragione ci sarà pure, visto che le assicuro, non mi sono mai autocandidata in vita mia. Tra l’altro non ho ancora accettato, per cui la sua preoccupazione mi pare alquanto prematura.
    Detto ciò vivo la mia età , reperibile ovunque, e tra l’altro assolutamente nella norma dato che non devo fare la ballerina di samba, con spensieratezza ed assoluta allegrezza , come direbbe il poeta; . e come sa …”Mai fidarsi di una donna che dice la sua vera età. Una donna capace di dir quello è capace di dir tutto. ” Oscar Wilde
    Passo e chiudo

  2. Se si vuole provare a vincere, i voti van presi proprio tra chi la scorsa volta ha votato altrove, altrimenti non si cresce.

    Che siano voti andati 5 anni fa sinistra, centro o destra poco importa: sono elettori, non necessariamente schierati. Capire se e come sono delusi e provare a convincerli con una proposta seria è esattamente quello che mi aspetterei da qualsiasi politico.

  3. per quello ci siamo noi gioele che siamo maggiore garanzia, infatti siccome fregano poco a nessuno di noi si parla molto poco, anche se siamo continuamente sul pezzo. , elisabetta patelli

  4. Ma come si fa a non dargli torto! In fin dei conti il Senatore Renzi era a Como per motivi privati, il birrificio è un luogo frequentatissimo e ha incontrato le persone politicamente e personalmente più vicine che ha in città. Che male c’è. Traglio non ha ancora dato la sua disponibilità ma d’altro canto quando uscirono le candidature di Guerra e Mantovani su questa testata nessuno si scandalizzò anche dopo che a breve giro di posta declinarono. E come si può dargli torto sul tema più importante. Perché non rivolgersi ai delusi del centrodestra consapevoli di aver eletto la peggior Amministrazione di sempre? E perché, sfatiamo il tabù, non rivolgersi ai futuri delusi del centrosinistra che, dopo un lento tergiversare su candidature improbabili, si troveranno la solita candidatura premio alla carriera della solita vecchia gloria del sindacato? Probabilmente un nuovo polo laico e riformista che sviluppi Agenda 2030, unico programma degno di questo nome visto fino a ora, rappresenta l’ultima speranza per far ripartire la città. In fin dei conti Gori e Sala non partirono allo stesso modo? Unico suggerimento al brillante Alberto Gaffuri. Non dimentichi i temi della “sostenibilità”. Francamente su Agenda 2030 c’era da aspettarsi qualcosa di più.

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