E’ caos politico e amministrativo sul futuro del progetto per il nuovo autosilo al Collegio Gallio, di nuovo bloccato. Ieri sera in consiglio comunale è nuovamente approdata la delibera, a dispetto del contenzioso “interno” che vede l’Opera Pia Collegio Gallio (sostenitrice dell’operazione) che ha proprietà delle aree in questione ma con i Padri Somaschi (titolari dell’utilizzo esclusivo dell’area in forza di una bolla papale rinnovata fino a oggi) assolutamente contrari alla realizzazione della nuova infrastruttura come ribadito in due lettere a Palazzo Cernezzi.
Tantissimi i dubbi espressi a più livelli da diversi consiglieri: da Ada Mantovani del Gruppo Misto al capogruppo di Forza Italia, Enrico Cenetiempo, fino al consigliere, Mario Gorla, che peraltro al culmine di un intervento durissimo sia sull’operazione in sé, sia sull’iter amministrativo, ha già annunciato il voto contrario e soprattutto l’addio a Fratelli d’Italia con il passaggio al Gruppo Misto.
La delibera è stata portata in aula dall’assessore all’Urbanistica Marco Butti che ha illustrato la lettera di risposta recentemente inviata dagli uffici comunali ai Padri Somaschi in risposta alle contestazioni al progetto.
Sia Cenetiempo che Gorla, ad esempio, hanno citato – dal loro punto di vista – una sostanziale inutilità del nuovo autosilo da oltre 220 posti auto visto che l’impresa Nessi&Majocchi, a pochi passi dalla stazione San Giovanni, nell’area dell’ex Scalo Merci, sta completando un intervento che prevede 400 posti auto pubblici; poi entrambi hanno contestato l’utilità pubblica dell’intervento oltre a sollevare diverse eccezioni, alcune più propriamente urbanistiche (dalla potenziale inedificabilità delle aree interessate, fino alla compatibilità del progetto con i documenti urbanistici vigenti), altre anche circa il possibile impatto ambientale sulle attività del Collegio.
Ada Mantovani, invece, ha riportato in aula alcune osservazioni molto tecniche avanzate dai Padri Somaschi tra cui il dubbio sul fatto che sia una delibera consiliare lo strumento effettivamente legittimo per dare il via a un intervento con così tante implicazioni urbanistiche a monte, oltre alla questione della delicatezza dell’area in questione che è di pertinenza di un bene storico-monumentale.
Inoltre, alcune obiezioni hanno riguardato il fatto che la risposta degli uffici comunali ai Padri Somaschi fosse recentissima (14 marzo), mentre la Commissione comunale competente sulla questione si fosse espressa sulla delibera addirittura nel novembre scorso, quando la querelle tra Somaschi e Opera Pia non era ancora emersa del tutto.
Alla fine – nel caos generale – è stato il capogruppo del Pd, Stefano Fanetti, in virtù della marea di dubbi emersi durante la dicussione a chiedere e ottenere dalla presidente dell’assemblea, Anna Veronelli, la sospensione della trattazione, rinviata alla prossima seduta.
Come si diceva, però, ieri sera è scoppiata anche una questione politica, quella del consigliere comunale, Mario Gorla, eletto come indipendente in Fratelli d’Italia nel 2017. Dopo un intervento durissimo sul progetto dell’autosilo in sé – definito addirittura “un mostro” che penalizzerebbe eccessivamente le attività scolastiche attraendo oltre un migliaio di auto al giorno – Gorla, oltre ad annunciare comunque il suo voto contrario, ha dato l’addio a Fratelli d’Italia: “Secondo me il rapporto dell’assessorato (che fa capo a Marco Butti, anch’egli di FdI ndr) con il consiglio è stato sbagliato e si è ripetuto nel tempo. Questa delibera è stata istruita in maniera molto superficiale e inadeguata. Inoltre l’iter procedurale adottato è stigmatizzabile e non giustificabile. Indipendentemente da quello che sarà il voto del gruppo di Fratelli d’Italia il mio sarà negativo e comunico che uscirò dal gruppo e parteciperò ai prossimi lavori del consiglio come appartenente al Gruppo misto”.