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Centro migranti chiuso, esultano Molteni e Salvini: “Noi manteniamo la parola”

“Chiuso il centro di accoglienza di Como: è la conferma che passiamo dalle parole ai fatti”. Ad affermarlo è il ministro dell’Interno Matteo Salvini intervistato dall’agenzia Agi a proposito della struttura aperta dal luglio 2016 davanti alla stazione ferroviaria della città e ora completamente svuotata. Nel novembre 2016, il centro aveva fatto registrare il record di presenze con 371 ospiti, diventati 310 nel luglio 2017. A settembre, su indicazione del Viminale, il numero di immigrati era stato ridotto: primo passo verso la definitiva chiusura avvenuta ieri come abbiamo documentato con questo servizio.

“Abbiamo dimostrato di saper mantenere la parola – sottolinea il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni – La chiusura del Centro di accoglienza di COMO e’ una vittoria del governo e della Lega, vittoria resa possibile anche dalla drastica diminuzione degli sbarchi: meno 90 mila arrivi rispetto all’anno scorso. E si sono ridotte anche le riammissioni dalla Svizzera. La nostra attenzione per COMO non finisce qui, visto che abbiamo appena confermato l’arrivo di 10 nuovi poliziotti. Siamo coerenti e orgoglioso del lavoro fatto in soli cinque mesi di governo”, conclude Molteni.

EDIT 18.27

Durissima, la replica del segretario provinciale di Mdp-Articolo 1, Emilio Russo.
“Il loro governo – forte coi deboli e debole coi forti – regala miliardi agli evasori con il condono più generoso di tutta la storia repubblicana e scava una voragine nei conti pubblici mangiandosi il risparmio degli italiani ma Salvini e Molteni si preoccupano di comunicare che è stato chiuso il Centro di via Regina. Accecati come sono dall’ansia di fare propaganda sulla pelle di pochi disperati, si attribuiscono “meriti” che non gli appartengono (la diminuzione degli sbarchi) e nascondono le conseguenze della chiusura: l’aumento prevedibile degli “irregolari” che sfuggiranno a qualsiasi forma di controllo e l’aumento dell’insicurezza per i cittadini. Che è esattamente quello su cui si regge “la narrazione” della Lega”.

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