RADIO COMOZERO

Ascolta la radio
con un click!

Politica

Chi sfida Rapinese? Nomi, liste, possibili sorprese e ambizioni da destra a sinistra (e oltre)

A parte la lista Rapinese Sindaco, ovviamente, che risponde già col nome a ogni domanda anche per il 2027, il mondo civico comasco si sta muovendo in vista della prossime elezioni comunali. La discesa in campo di Costruiamo è un primo squillo chiaro, in questo senso.

Avremo novità, nelle prossime settimane, partendo magari da una migliore definizione circa il possibile ruolo del nome più noto della stessa Costruiamo, cioè quello dell’ex presidente della Fondazione Volta, Luca Levrini (che più volte, anche in passato, ha sfiorato la rosa dei possibili candidati sindaco in ambito centrodestra).

Nell’attesa, una nuova galassia in formazione c’è già: è la cosiddetta “Lista Yacht Club” che fa capo ovviamente al presidente della storica associazione, Gioacchino Favara.

Di cosa parliamo? Di un soggetto in avanzata fase di composizione, con il possibile ritorno sulla scena di una frastagliata galassia di nomi già apparsi sulla scena politica cittadina negli anni scorsi (prendere preferenze nei quartieri è essenziale) e che sarà certamente collocato nel campo del centrodestra. Il ruolo di Favara? Da definire con esattezza.

Finora, da quanto si apprende, per i vertici dei partiti teorici alleati (FdI, Forza Italia, Lega) si guarda al presidente dello Yacht Club e alla sua lista come un possibile appoggio alla coalizione ufficiale, capace magari di portare o rinsaldare rapporti trasversali nei settori chiave della città impermeabili alle sigle classiche (gli ambiti favariani sono quelli della politica, specialmente di lungo corso, delle professioni e soprattutto dell’economia). Insomma, un possibile serbatoio di qualche centinaio di voti in più rispetto al tradizionale recinto del centrodestra, jolly sempre goloso in un periodo storico di enorme difficoltà nel reperire nomi e preferenze in grado di decidere l’esito di un’elezione, come dimostra lo scarto sottilissimo che mandò al ballottaggio Alessandro Rapinese nel 2022 a danno di Giordano Molteni.

In realtà, però, tra i Favara Boys – e nello stesso capo del club bifronte, simbolicamente affacciato su lago e stadio – serpeggia qualche ambizione in più. “Perché non pensare in grande? Perché non pensare persino a Favara sindaco?“, si domanda qualcuno. La risposta spetterà ai segretari di partito.

Quegli stessi segretari di partito, peraltro, nel centrodestra non è che finora abbiamo sfoggiato nomi particolarmente innovativi. La stella dell’assessore regionale leghista Alessandro Fermi, ad esempio, sembrava brillantissima sulla carta ma ha già incontrato eclissi, niet e musi scuri un po’ dappertutto (pesa molto, pare, il triplo passaggio dell’interessato dai nascenti Fratelli d’Italia a Forza Italia fino al partito di Salvini, percorso mai digerito nelle varie sigle toccate direttamente).

In Fratelli d’Italia, al momento, i nomi che girano sono quelli del segretario provinciale ed ex assessore a Palazzo Cernezzi Stefano Molinari e del segretario cittadino Alessandro Nardone. Ma la corsa di entrambi non pare affatto spianata (e chissà che il Levrini di cui sopra non possa rientrare in questa rosa, da esterno).

La Lega, Fermi a parte, non sembra avere clamorose novità da proporre. Un nome possibile da mettere sul tavolo potrebbe essere quello della capogruppo in consiglio Elena Negretti, mentre qualcuno ipotizza addirittura il “botto” con il ritorno in città del ministro Alessandra Locatelli. La prima idea non va esclusa, la seconda a oggi pare poco meno che fantascienza.

C’è poi Forza Italia, che – si sussurra – ci terrebbe molto a esprimere il candidato sindaco a Como e avrebbe già fatto pervenire il messaggio chiaramente agli alleati (trovando all’accoglienza, però, un muretto gelido, soprattutto in FdI: ci sta, siamo all’inizio, i rapporti di forza e gli equilibri si definiranno su tavoli e scenari non solo comaschi e forse nemmeno solo lombardi). Nomi forzisti? La battaglia vincente sui ciliegi, condotta assieme ai cittadini dal primo giorno, ha gonfiato le vele di Sergio Gaddi che però sembra poco entusiasta dell’idea (e qualche “naso alleato” si storcerebbe non poco all’ipotesi, anche se poi chiedi a bruciapelo in città e dicono più o meno tutti “Fermi o Gaddi”). Dal cilindro azzurro è possibile che esca qualche jolly alternativo, prossimamente. Da tenere presente altri due aspetti nel mondo moderato: da un lato che la galassia Nova Como – in particolare con il presidente Vincenzo Falanga e con la vice Teresa Minniti – sembra molto vicina al mondo forzista; dall’altro, che uno spezzone azzurro non abbandona l’ipotesi Patrizio Tambini.

E il centrosinistra? Langue, per ora. In casa Pd, risulta confermata l’ipotesi, che avevamo già ventilato qui a fine 2025, di un sondaggio ripetuto sull’ex sindaco (di estrazione socialista e indipendente) di Villa Guardia, nonché consigliere provinciale, Valerio Perroni, avvocato con studio a Como. Il nome piace diffusamente, le capacità amministrative sono state ampiamente testate. Resta il dubbio sull’eventuale faticoso percorso per ampliarne una notorietà che in città, oggettivamente, manca di qualcosa.

Circola anche il nome dell’avvocato Lorenzo Spallino, rispetto al quale le esperienze professionali, politiche, amministrative, e ovviamente la storia personale e familiare, spazzerebbero via in un attimo la domanda “ma chi lo conosce?”. Sembra che qualche soggetto della galassia civica di centrosinistra (Civitas?) abbia anche avanzato in una forma concreta una proposta all’ex assessore della giunta Lucini (esperienza condivisa ai tempi con Bruno Magatti). La risposta non è nota, mentre sul gradimento eventuale del Pd – la cui parola, però, è decisiva – si entra poi in una spirale di dinamiche che sfuggono alle modeste capacità di interpretazione e analisi di un cronista di provincia. Qualcuno buttà là anche il nome del Dem Stefano Legnani, comunque, per completezza di rumors.

Infine, vanno tenuti in conto: il blocco liberal-progressista in formazione poiché da Azione al Partito Liberaldemocratico, passando per Italia Viva, Partito Repubblicano, Partito Socialista, Più Europa e Radicali Italiani, qui sta nascendo qualcosa; e infine il corpuscolare mondo Vannacciano e dei diversi universi che si rifanno alla Lega delle origini, nel centrodestra. Che cosa nascerà da tutta questa nuvola di nomi e ambizioni – e quali alleanze partoriranno – è ancora tutto da scoprire.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
TAG ARTICOLO:

Potrebbe interessarti:

Videolab
Turismo