RADIO COMOZERO

Ascolta la radio
con un click!

Ambiente, Attualità, Politica, scuola

Como, la denuncia Pd: “L’erba sintetica nelle scuole è letteralmente bollente, ennesima scelta sbagliata”. Avs: “Tutto previsto, come denunciavamo”

“Diversi genitori hanno segnalato che l’erba sintetica che il Comune ha deciso di installare al posto del prato naturale in alcune scuole è letteralmente bollente. Come volevasi dimostrare, verrebbe da dire, con il riscaldamento climatico la scelta è parsa fin da subito assolutamente anacronistica. Ancora una volta, per ragioni di mero risparmio dei costi di gestione e di manutenzione, ci troviamo di fronte all’ennesima scelta sbagliata, fatta sulla pelle dei più piccoli e delle più piccole della nostra comunità che, come noto, frequentano i servizi del nido e dell’infanzia fino al 30 giugno”, così Francesco Finizio, referente scuole del Pd di Como, che dalla scorsa settimana sta monitorando il fenomeno.

Aggiunge: “Come Partito Democratico non seguiremo mai queste logiche “ragionieristiche” che colpiscono e degradano la qualità del servizio offerto perché, quando si parla di scuola, i fari che devono guidare ogni singola scelta amministrativa sono ben altri. Parliamo della qualità del servizio e del suo profondo valore educativo e pedagogico. Questo valore non può certamente essere soddisfatto da un tappeto di plastica, numerosi studi scientifici e pedagogici dimostrano chiaramente che i bambini degli asili nido e delle scuole dell’infanzia devono crescere in contesti il più possibile naturali, sviluppando il proprio percorso formativo a contatto diretto con la terra e la biodiversità. Continueremo a batterci affinché la gestione dei beni comuni e della scuola pubblica torni a mettere al centro il benessere dei bambini e non il bilancio contabile”.

E’ intervenuta anche Elisabetta Patelli (Avs) storica leader dei Verdi comaschi e lombardi:

A marzo, quando venne approvata la delibera sulla plastificazione dei giardini scolastici, uscimmo con una forte denuncia e una richiesta di sospendere l ‘intervento. Denuncia che riporto qui sotto. Preannunciammo tutti gli effetti negativi che si sarebbero prodotti. Oggi la realtà comincia purtroppo a darci ragione. Al nostro ‘appello allora rispose anche Paolo Crepet con una battuta che riportiamo più sotto 

AVS. NP ALLA PLASTIFICAZIONE DEI GIARDINI SCOLASTICI

La scelta di installare superfici in erba sintetica nei cortili scolastici non è solou na questione estetica o di praticità. Si tratta di salute, ambiente, educazione. Le evidenze scientifiche disponibili indicano che i campi e le superfici sintetiche rilasciano microplastiche nell’ambiente, contribuiscono all’aumento delle temperature superficiali e comportano un maggiore rischio di abrasioni cutanee nei bambini. Non è un’opinione: è un dato ormai consolidato nella letteratura tecnica e nelle valutazioni delle agenzie europee.

L’Unione Europea ha già tracciato una direzione chiara con il Regolamento (UE) 2023/2055, che prevede la progressiva eliminazione dei materiali plastici utilizzati come intaso nei campi sintetici. È una scelta che parla da sola: questa tecnologia è già considerata problematica e destinata al superamento.

I cortili scolastici non sono spazi qualunque. Sono luoghi educativi, ambienti di crescita, spazi in cui i bambini costruiscono il loro rapporto con il mondo. Sostituire il suolo vivo con plastica significa trasmettere un messaggio preciso: che la natura è sostituibile, che il contatto con materiali artificiali è equivalente a quello con l’ambiente reale. Non lo è. Il suolo naturale assorbe, respira, ospita biodiversità. La plastica no. Il prato vero raffresca. Il sintetico accumula calore. La terra insegna complessità. La plastica semplifica e impoverisce. Questa non è innovazione. È una scorciatoia. Continuare su questa strada significa ignorare il principio di precauzione e scaricare sulle future generazioni il costo di scelte miopi. Per queste ragioni chiediamo una moratoria immediata sull’installazione di erba sintetica nelle scuole. Difendere il diritto dei bambini a crescere in ambienti sani non è una posizione ideologica.
È una responsabilità.

Elisabetta

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Potrebbe interessarti:

Videolab
Turismo