Hanno inevitabilmente suscitato clamore e polemiche le vere e proprie celebrazioni andate in scena mercoledì scorso a Como, per l’inaugurazione del nuovo pezzetto di lungolago nella zona di piazza Cavour. Di fatto, il taglio del nastro ha riguardato soltanto il marciapiede della piazza mentre alle spalle – nell’area dei bastioni e dello scivolo a lago – i lavori proseguivano. La fine complessiva del cantiere, con la consegna alla città dell’intero fronte lago dopo 16 anni e circa 35 milioni spesi, è fissata per il prossimo mese di luglio.
Tornando a mercoledì, erano presenti all’inaugurazione: il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, l’assessore regionale Massimo Sertori e il collega comasco in giunta Alessandro Fermi, il consigliere regionale di Forza Italia Sergio Gaddi, il ministro Alessandra Locatelli, l’eurodeputata leghista e milanese in campagna elettorale Silvia Sardone (che mai prima d’ora s’era vista o sentita sul cantiere paratie), il deputato erbese Eugenio Zoffili, il sindaco di Como Alessandro Rapinese e i suoi predecessori Mario Landriscina e Stefano Bruni. Assente sebbene inviatato da Fontana, l’ex primo cittadino del centrosinistra Mario Lucini. E su questo aspetto si collega la nota diffusa oggi dal Pd.
“Le immagini dell’inaugurazione del nuovo pezzetto di lungolago, anche a un paio di giorni di distanza, continuano a sembrarci stonate e grottesche, di fronte alla storia recente della nostra città – dicono i Dem – C’è poco da festeggiare, non c’è nessun successo da proclamare. Ogni riapertura, più che altro, dà l’impressione di ricucire un pezzetto di una delle ferite che Como porta dentro di sé. Farla passare per un trionfo, sembra come brindare per un cerotto applicato sulla pelle sbucciata. È grottesco vedere il sindaco Rapinese insieme ai vertici di Regione Lombardia perché ritorna alla mente le parole dell’ attuale primo cittadino, che diceva che non avrebbe mai partecipato e, invece, ora si fa bello per traguardi per i quali non ha alcun merito”.
“Appaiono grottesche anche le parole dell’ ex sindaco Bruni che, ora, presente alla cerimonia, afferma incredibilmente che il muro della discordia non è mai esistito. Lo abbiamo visto tutti quel muro – prosege la nota che riprede le parole dell’ex primo cittadino che ha ribadito che ‘il muro era una bufala’ – Noi abbiamo deciso di tenere un profilo più basso evitando inutili festeggiamenti per la riapertura di qualche metro di marciapiede. Lo sfregio rimane, indelebile”.