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Politica

Latorraca si dimette dal consiglio provinciale: “Da Bongiasca nessuna collegialità, ridotti a cariche onorifiche”

Il consigliere comunale di opposizione a Cantù e anche in Provincia, nonché già candidato sindaco nella Città del Mobile, Vincenzo Latorraca, lascia l’assemblea di Villa Saporiti. La decisione, ufficializzata a sorpresa questa mattina, è stata comunicata dal diretto interessato. Ne pubblichiamo il testo integrale, anche se nella premessa Latorraca spiega che “da tempo segnalavo che, a mio giudizio, non vi era spazio per la collegialità nelle decisioni. Preso atto della ricandidatura di Fiorenzo Bongiasca e dell’unanime investitura delle forze politiche presenti in Consiglio, ne ho dovuto trarre le mie conclusioni“.

Di seguito, la lettera di Vincenzo Latorraca.

Egregio Presidente,

intendo rassegnare le mie dimissioni da Consigliere, irrevocabili ai sensi dello statuto e del regolamento. Ritengo opportuno chiarire le ragioni del mio atto, frutto di un’attenta riflessione. Non compio il mio gesto con leggerezza, essendo consapevole che i miei elettori hanno confidato nel mio impegno sino alla conclusione della consiliatura.

Purtroppo, ho dovuto constatare che il ruolo di consigliere, in Provincia, è divenuta una sorta di carica onorifica, priva di reale valore politico. Ella, come pur avrebbe potuto, non ha inteso modificare la sostanziale irrilevanza del ruolo. Non ha previsto deleghe. Non ha istituito commissioni. Non ha nominato un vicepresidente. Non ha illustrato al Consiglio insediato il suo programma politico, né sono stati previamente condivisi gli atti di indirizzo politico-amministrativo.

La sciagurata legge Delrio Le consente di assumere ogni provvedimento in precedenza riservato alla Giunta, ora soppressa, anche se nel rispetto del principio di collegialità. Al di là degli aspetti formali, in Consiglio non si è mai sviluppato alcuna dialettica: non esiste maggioranza né opposizione ed il ruolo dei consiglieri è di mera ratifica. È mancata la collegialità sugli atti di indirizzo, anche in relazione alla recente approvazione del D.U.P. sul quale mi sono astenuto.

Non è mai stata mia intenzione assumere, con la carica, il mero controllo di legittimità degli atti: altre sono le autorevoli figure che in Amministrazione non mancano, chiamate a questo ruolo. Non mi resta, dunque, che prendere atto della situazione e rimettere il mandato nella speranza che in futuro le Province possano tornare al principio democratico con elezioni dirette ed a suffragio universale, considerata l’importanza che l’Ente mantiene per l’esercizio di funzioni proprie e che ha assunto per l’attuazione del P.N.R.R. La speranza è che le mie dimissioni possano costituire un piccolo contributo alla necessaria svolta politica e istituzionale prima che il tramonto ci colga impreparati.

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