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Dopo dieci anni in Consiglio Nessi ha deciso: “Ora spazio ai giovani, tocca a loro”. Poi Rapinese, la città e il turismo

Dieci anni tenacemente e strenuamente vissuti con impegno civile e voglia di mettersi al servizio della città: sono quelli trascorsi da Vittorio Nessi in consiglio comunale. “Festeggerò questa ricorrenza l’anno prossimo (anno di elezioni in città): sono stati un impegno importante e ora è il momento che vadano avanti i giovani. Spetterà a loro. Giovani che in politica ci sono e si impegnano. Comunque, personalmente resto a disposizione della città”.

Parte da qui la chiacchierata con Vittorio Nessi, in chiave elettorale. Nessi capogruppo della lista Svolta Civica è anche scrittore. Nato a Como, dopo aver svolto la professione di avvocato è diventato magistrato nel 1979. È stato giudice civile e, successivamente, sostituto procuratore della Repubblica di questa città. Dal 2005 al 2016 è stato procuratore aggiunto a Torino, dove si è occupato di reati economici, dal caso Fonsai alla bancarotta De Tomaso.

Tornando alla politica, manca ormai poco più di un anno prima di tornare alle urne e la voglia di cambiamento è forte. “La città, è sotto gli occhi di tutti, si è trasformata e molto. Abbiamo un sindaco che non dialoga, fa promesse vacue, risolve le situazioni critiche solo con il braccio di ferro, anche quando in gioco ci sono temi piccoli. Così non si può più andare avanti. Bisogna cambiare”.

Anche perché Como, è sotto gli occhi di tutti, è da anni al centro di una profonda mutazione. “Da realtà a vocazione industriale, con in cima alla classifica il primato del tessile, si è passati a una città turistica. Un cambio che va gestito – dice Nessi – Bisogna trovare il giusto equilibrio tra i tantissimi visitatori in arrivo e quanti qui ci vivono e che sempre più spesso si sentono schiacciati dal fenomeno. Si percepiscono in un certo modo espropriati dalla loro città. Ecco, in tale ambito è la politica a dover cercare il giusto equilibrio, a dover trovare una nuova identità. Atteggiamento e ricerca che il sindaco Rapinese ha dimostrato di non avere”.

E guardando in avanti, immaginando come invece dovrebbe essere la Como del futuro, sono diversi gli aspetti da valorizzare per Vittorio Nessi, aspetti che – superfluo dirlo – non sono stati curati dall’attuale amministrazione.

“Innanzitutto, Como deve essere attrattiva per i giovani. Chi la guida deve creare i presupposti per trattenerli: da progetti di coworking all’housing sociale. Senza tralasciare la necessità, ignorata fino ad oggi, di avere dei luoghi di aggregazione a loro dedicati. Altro tema è l’attenzione alle famiglie giovani con la spinta ad offrire loro servizi adeguati e a prezzi accessibili. Vitale, infine, la cura per le scuole. Discorso attualmente non molto in voga a Palazzo Cernezzi visto che si ragiona sulla possibile demolizione di un istituto (il riferimento è alla Corridoni di via Sinigaglia), per fare spazio a un autosilo”, puntualizza Vittorio Nessi.

La scuola Corridoni di via Sinigaglia

I temi sul tavolo e le critiche all’attuale gestione della cosa pubblica potrebbero essere molte altre come “gli errori fatti con la rivoluzione della sosta e le tariffe folli dei parcheggi. Penso poi a idee bizzarre come quella lanciata di recente per utilizzare in maniera “mista” l’autosilo della Valmulini”.

Nel multipiano comunale – in sintesi – con un solo abbonamento si avrebbe la facoltà di lasciare posteggiata la propria moto, poi arrivare nella struttura da fuori città, mollare la macchina, salire in sella alla due ruote e raggiungere così il centro del capoluogo dove sono appena stati creati tantissimi posti nuovi dedicati ai ‘centauri’. “L’unica soluzione percorribile sarebbe invece quella di fare un grande investimento sui bus navetta, sempre presenti e in funzione”.

Questa lunga premessa non può che condurre all’inevitabile domanda sulle caratteristiche che dovrà avere il futuro sindaco di Como.“Spetterà ai partiti individuare il profilo idoneo, è la loro funzione sociale. Per me dovrebbe essere una persona proveniente dalla società civile che ha già svolto attività rilevanti in città. Il modello è quello rappresentato perfettamente da nomi quali Barbara Minghetti o Maurizio Traglio. Ci vuole una figura aperta al dialogo, capace di unire e non dividere. In grado di comporre i dissidi e con un’ampia visione della città”.

E naturalmente nelle tappe di avvicinamento alle prossime elezioni così come dopo, sarà “sempre necessario poter contare sull’impegno dei cittadini che invito a partecipare alla vita pubblica. Io sono ovviamente sempre disposto ad aiutare”, puntualizza Nessi.

In conclusione, il discorso si ricollega a quanto detto in principio. “Spero che i partiti sappiano valorizzare i giovani in politica per i loro meriti. I giovani sono migliori di noi e io ho fiducia in loro. Su Rapinese, al netto di tutto quanto detto, non è stato in grado di realizzare in 4 anni nessun progetto strategico. Sicurezza, mobilità e urbanistica: tre temi chiave mal gestititi. Come se non bastasse, fa fatica a concludere anche i piani finanziati dall’amministrazione Landriscina”.

Questo articolo è uscito su ComoZero Periodico del 17 aprile:

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